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astenosfèra

sf. [asteno-+sfera]. In geologia e geofisica, nome dato a una porzione del mantello terrestre compresa tra la litosfera (70-100 km di profondità) e la mesosfera (ca. 250-400 km di profondità). L'astenosfera è una zona caratterizzata dal fatto che al suo interno le onde sismiche diminuiscono notevolmente la loro velocità di propagazione raggiungendo i valori minimi conosciuti per gli involucri interni del nostro pianeta. L'astenosfera viene anche detta, per questo, canale a bassa velocità. Essa si rinviene sempre sotto le aree oceaniche, mentre sotto le aree continentali è assente o, forse, spostata molto più in profondità. Si ritiene che il comportamento anomalo delle onde sismiche sia legato allo stato fisico delle rocce dell'astenosfera che, pur conservando la stessa composizione peridotitica esistente nella litosfera (e quindi la stessa elevata densità), si trovano in una condizione fisica di parziale fusione compresa tra l'1% e il 10% (cioè l'1-10% ca. delle rocce che costituiscono l'astenosfera non si trova più allo stato solido, bensì allo stato fuso). Oltre i 250-400 km di profondità, la velocità delle onde sismiche ritorna ad aumentare, facendo supporre che la mesosfera sia nuovamente costituita da rocce allo stato solido, di densità via via crescente. Questa struttura “plastica” dell'astenosfera è responsabile dell'importante ruolo che questo sottile involucro esercita nella teoria della tettonica delle placche. Nel quadro della teoria, infatti, l'astenosfera rappresenta l'involucro sul quale “galleggiano” le placche litosferiche solide, più leggere. Inoltre, il meccanismo di subduzione di una placca litosferica fredda all'interno dell'astenosfera, molto più calda, creerebbe in essa un disequilibrio termico che verrebbe riaggiustato tramite la formazione di celle termiche convettive, possibili grazie alla plasticità dell'astenosfera. Proprio in queste celle convettive, confinate secondo alcuni modelli nell'astenosfera, secondo altri distribuite in tutto il mantello, alcuni geofisici vedrebbero il “motore” della migrazione delle placche litosferiche.