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càmera (motorìstica)

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spazio, ambiente chiuso in cui si compie una particolare operazione, si svolge un processo fisico, ecc.; anche cavità dotata di funzione specifica oppure apparecchiatura in cui un elemento a forma di cavità svolge un ruolo determinante.

Camera di scoppio

Porzione di volume, delimitata fra la parte superiore del cilindro e la parte superiore dello stantuffo dei motori alternativi a combustione interna. Viene detta anche camera di combustione. Nella camera di scoppio avviene, in un volume definito, la compressione della miscela aria-combustibile e la reazione chimico-fisica che trasforma, mediante scoppio o combustione, l'energia chimica della miscela in energia sfruttabile meccanicamente. Vi si trovano, pertanto, le luci del condotto di alimentazione della miscela (motore ciclo Otto) o dell'aria e combustibile (motore ciclo Diesel). Nei motori a ciclo Otto, nella camera di scoppio si trovano gli elettrodi della candela che provocano l'inizio della combustione; poiché tale combustione deve avvenire in modo regolare, la forma della camera di scoppio deve permettere una compressione progressiva della miscela prima della combustione e, successivamente, a combustione avvenuta, una regolare diminuzione della pressione. Le forme più usate sono: emisferica, che consente l'installazione di grosse valvole per particolari utenze; triangolare, atta a evitare il fenomeno della detonazione e di più facile realizzazione costruttiva; a tetto, che consente un maggiore e più efficiente smaltimento di calore a parità di superficie di ingombro. Nei motori Diesel, nella camera di scoppio (detta anche camera a iniezione) viene compressa l'aria e immesso, al momento opportuno, il combustibile; poiché la combustione non è prodotta da scintilla, ma dal surriscaldamento dell'aria compressa, i condotti d'immissione devono essere tali da facilitare il rapido e buon rimescolamento fra aria e combustibile; inoltre, lo spessore delle pareti della camera deve essere più rilevante, date le più gravose condizioni d'esercizio rispetto ai motori a ciclo Otto.

Camera di combustione

Spazio di forma idonea nel quale avviene la miscelazione fra l'aria e il combustibile e la combustione della miscela, nei motori a turbina. È detta talvolta, impropriamente, camera di scoppio. Tale camera deve permettere un vasto campo operativo di funzionamento (variazioni marcate delle percentuali di miscelazione) senza perdite eccessive di pressione; deve permettere una combustione stabile e con elevata energia utile; deve avere inoltre un minimo ingombro ed essere composta di materiali particolari, resistenti a temperature elevatissime. Ha essenzialmente tre forme: camera multipla, consistente in una corona circolare composta di più camere di combustione cilindriche con relativi fori di immissione del combustibile (tale camera permette un'ottima miscelazione fra aria e combustibile e quindi una buona combustione; ha pure una notevole facilità di montaggio); camera anulare, consistente in una corona circolare in cui avviene la combustione (tale camera è meno ingombrante e più compatta della precedente ma in essa la miscelazione avviene con difficoltà); camera tubo-anulare, combinazione delle due precedenti avendosi, in una sezione anulare, più cilindri collegati fra loro (permette la buona combustione, che è tipica della camera multipla, e presenta facilità di montaggio e minimo ingombro, che sono tipici della camera anulare).