Questo sito contribuisce alla audience di

canottàggio

Guarda l'indice

Definizione

sm. [sec. XIX; dal francese canotage, da canot, canotto]. Sport remiero praticato con speciali imbarcazioni manovrate da uno o più vogatori, con o senza l'ausilio di un timoniere, su specchi d'acqua appositamente delimitati detti campi di regata.

Le imbarcazioni

Le imbarcazioni usate nel canottaggio "Per gli schemi delle imbarcazioni olimpiche vedi il lemma del 5° volume." "Vedi schemi delle imbarcazioni olimpiche vol. V, pag. 349" sono molto leggere e presentano elevate caratteristiche idrodinamiche; possono ospitare da 1 a 8 vogatori che impugnano uno (imbarcazione di punta) o due remi (imbarcazione di coppia) e siedono (salvo che nel sandolino e nella canoa) su seggiolini montati su ruote che scorrono su guide d'acciaio per permettere la partecipazione del tronco e delle gambe all'azione di spinta. I remi sono imperniati su scalmi; nella canoa vengono usate invece pagaie semplici e doppie. Le imbarcazioni riconosciute dalla Federazione Italiana Canottaggio (FIC) si distinguono in 6 categorie: tipo libero o olimpico, jole da mare, barche alla veneziana o venete, sandolini, tipo obbligato, canoe. La Fédération Internationale des Sociétés d'Aviron riconosce, per le gare internazionali, solo le prime due categorie. Le imbarcazioni di tipo libero o olimpico sono costituite da una leggerissima intelaiatura metallica sulla quale è applicato un foglio di legno (in genere cedro); un'armatura metallica sorregge fuori bordo gli scalmi (imbarcazioni outrigger); i remi misurano 3,80/3,85 m per la vogata di punta e 2,97 m per quella di coppia. La categoria comprende scafi di punta a 2 vogatori, con o senza timoniere (di due con e due senza), a 4 vogatori (quattro con e quattro senza), a 8 vogatori sempre con timoniere e scafi di coppia a un vogatore (singolo o skiff), a 2 vogatori (due di coppia o double scull) e a 4 vogatori (quattro di coppia o quadruple scull) sempre senza timoniere. In campo femminile le categorie olimpiche sono quelle del singolo, del due senza, del due di coppia, del quattro senza, del quattro di coppia e dell'otto. Sono ammesse anche gare riservate ai pesi leggeri (il peso medio dei membri dell'equipaggio, escluso il timoniere, non può superare i 70 kg, e ogni vogatore non può superare i 72,500 kg). Le jole da mare si distinguono in due categorie: di punta (equipaggio di 2-4-8 vogatori) e di coppia, che comprende la doppia jole (2 vogatori) e il canoino detto anche canaè (un vogatore). Pesi, dimensioni e modalità costruttive delle jole da mare sono fissati dal codice internazionale delle regate. Il fasciame, per esempio, deve essere costituito da un numero fisso di tavole (clins) disposte a embrice. I sedili sono scorrevoli e disposti lungo lo stesso asse nelle imbarcazioni olimpiche e nelle jole di coppia, su due assi paralleli nelle jole di punta. In queste ultime gli scalmi sono sul bordo, sporgenti non più di 4 cm; nelle altre imbarcazioni gli scalmi sono posti fuori bordo, sulla scalmiera; in tal modo è possibile costruire barche strette e leggere disponendo nel contempo di un buon braccio di leva necessario alla spinta. Le barche alla veneziana o venete derivano dalla gondola, hanno scafo simile a quelle di tipo libero, ma più piatto; i vogatori, in numero di 4, manovrano un remo ciascuno stando in piedi rivolti a prua, facendo leva su scalmi che non trattengono l'asta del remo, ma servono solo come punto d'appoggio. I sandolini sono imbarcazioni a fondo piatto, pontate a prua e a poppa, con equipaggi di 1 o 2 vogatori che usano pagaie doppie. Le imbarcazioni di tipo obbligato sono quelle che la FIC impone per l'addestramento e le gare dei principianti. Le norme per le canoe sono dettate da apposito regolamento.

Il campo di regata

Il campo di regata è costituito da uno specchio d'acqua lungo 2000 m e largo tanto da consentire l'allineamento di almeno tre imbarcazioni distanti 15 m l'una dall'altra; la linea di partenza, le corsie e il traguardo devono essere segnalati da boe. Le gare di esordienti e di armi femminili si svolgono su campi di regata ridotti. Quando lo specchio d'acqua non consente la delimitazione del campo di regata prescritto, è possibile il giro di boa che, in tal caso, deve essere effettuato circa a metà percorso.

Le origini

Di origini antichissime e praticato da tutti i popoli su fiumi, laghi e talvolta lungo costa, il canottaggio veniva attuato con ogni tipo d'imbarcazione, navi comprese. Citazioni in proposito si trovano nel V libro dell'Eneide, dove è descritta la gara tra navi organizzata per commemorare la morte di Anchise; la stele di Elvidio, della stessa epoca, raffigura l'equipaggio vittorioso in una regata svoltasi durante le feste panatenaiche. Il canottaggio dovette certamente praticarsi nel Medioevo, specie presso i popoli per i quali navigare era condizione di sopravvivenza, come per i Vichinghi, ma notizie certe non se ne hanno fino al Trecento, quando Pace del Friuli, in un poemetto dedicato alla veneziana “festa delle Marie”, descrisse una gara disputata sul Canal Grande per la conquista di ambiti premi. È la prima testimonianza sulla “Gran Regatta” che a Venezia tuttora si disputa sulla distanza di 6950 m, anche se ha assunto carattere più folcloristico che sportivo. Nel 1462, sulle acque del lago di Bolsena si svolse una gara di canottaggio tra cinque imbarcazioni. Nel 1715, l'attore inglese Thomas Doggett, per festeggiare il passaggio della corona alla famiglia Hannover, organizzò una regata dotandola di premi e fissandone la ripetizione annuale.

Il canottaggio moderno

La pratica del canottaggio moderno ebbe inizio intorno al 1775 con la fondazione dei primi club nautici sul Tamigi, con la conseguente codificazione delle regole da osservarsi nelle gare tra imbarcazioni dello stesso tipo e con ugual numero di vogatori e con la disputa della prima regata a Ranelagh Gardens. Negli Stati Uniti la prima gara regolamentare si svolse nel 1811 tra la Knickerbockers di New York, che vinse, e l'Invincible di Long Island. Con gli inizi dell'Ottocento si delineano le tappe fondamentali dello sviluppo dello sport remiero, sia per quanto si riferisce ai perfezionamenti tecnici delle imbarcazioni, sia per lo stile di voga. Nel 1828, l'inglese Antony Brown progettò e costruì un'imbarcazione da corsa con scalmiera sporgente (outrigger); nel 1829, il 10 giugno, ebbe luogo la prima edizione della gara con imbarcazioni a otto vogatori tra i club universitari di Oxford e Cambridge. Nel 1838 sorse a Le Havre la prima associazione francese (e del continente) di canottaggio. L'anno seguente prese a disputarsi sul Tamigi quella che dal 1851 divenne la Henley Royal Regatta (il termine veneziano è ancora usato in molti Paesi). Nel 1856 l'equipaggio di Chester vinse il Gran Challenge Cup con un'imbarcazione leggerissima e senza chiglia, progettata da Littledale di Liverpool. Nel 1857, lo statunitense C. S. Rabkok ideò un sedile slittante su guide metalliche in sostituzione della pratica di spalmare il sedile fisso di grasso perché il fondo di cuoio dei calzoncini dei vogatori potesse spostarvisi e permettere al tronco di contribuire alla spinta. L'innovazione fu successivamente (1883) perfezionata dal dottor Schiller di Berlino che, munendo il sedile di ruote d'acciaio, gli dette la forma che ancora conserva. Già nel 1841 lo studente inglese Fletcher Menzies aveva fatto adottare all'equipaggio di Oxford la tecnica del colpo di remo, rimasta sostanzialmente fino ai giorni nostri. Alle Olimpiadi di Atlanta (1996) l'inglese Steven Redgrave è divenuto il primo canottiere ad aver vinto la medaglia d'oro in quattro edizioni consecutive dei giochi. Ha vinto nel “due senza” (insieme a Pinsent); in precedenza aveva vinto nel “quattro con” (1984) e nel “due senza” (1988 e 1992). "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '97 p 383" "Per approfondire vedi Libro dell'Anno '97 p 383"

Il canottaggio in Italia

La prima società di canottaggio fu la “Limite sull'Arno”, sorta nel 1861. A Torino, nel 1863, furono costituite l'“Eridano” e la “Cerea” che dettero vita a numerose gare sul Po. Seguì (1865) la società “Tevere” di Roma. La prima regata a carattere nazionale si svolse a Genova nel 1875, promossa dalla “Società Ligure di Salvamento”, con la partecipazione della “Tevere”, della “Cerea” e della “Canottieri Genovesi”. A Torino, nel 1888, sorse il “Reale Rowing Club Italiano” divenuto, nel 1946, la “Federazione Italiana Canottaggio” (FIC), che organizzò l'anno successivo a Stresa il campionato italiano; nel 1892, fu costituita, sempre a Torino, la Fédération Internationale des Sociétés d'Aviron (FISA), che promosse, nel 1893, la disputa del primo campionato europeo sul lago d'Orta. Nel 1900, alle Olimpiadi di Parigi "Vedi tabella delle vittorie olimpiche italiane vol. V, pag. 348" , "Per la tabella delle vittorie olimpiche italiane vedi il lemma del 5° volume e dell’Aggiornamento 1995." il canottaggio entrò a far parte delle gare olimpiche e dal 1962 si disputano i campionati mondiali. La federazione italiana (la cui sede è a Roma) coordina l'attività remiera nazionale, compresa la specialità della canoa; aderisce al CONI, alla FISA (la cui sede è stata trasferita a Montreux in Svizzera) e alla ICF (International Canoe Federation). Il canottaggio italiano ha vissuto giorni gloriosi con G. e C. Abbagnale che, con il timoniere G. Di Capua, hanno a lungo dominato in ambito internazionale nella specialità del “due con”. Anche il fratello minore degli Abbagnale, Agostino, ha ottenuto prestigiosi risultati "Per approfondire vedi tabella su Libro dell'Anno 2000 p 436" "Per approfondire vedi tabella su Libro dell'Anno 2000 p 436" .

Media


Non sono presenti media correlati