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castèllo

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Lessico

sm. (pl. f. ant. castèlla) [sec. XIII; latino castellum, dim. di castrum, fortezza].

1) Grande edificio munito di mura, con torri e bastioni, circondato da un fossato, che veniva eretto in genere su un'altura, per dimora e difesa dei signori feudali. Più in genere, roccaforte, fortificazione. In araldica, è un forte di forma solitamente quadrata, merlato alla guelfa o alla ghibellina, con una torre centrale o due laterali, ognuna con tre merli, di solito banderuolato. Con due torrioni, nel sec. XIII, era l'insegna dei castellani e dei feudatari italiani. Con tre è solitamente simbolo di città. Per estensione, edificio monumentale di aspetto simile, eretto per residenza dei signori di campagna, in cui gli elementi di fortificazione hanno spesso funzione puramente decorativa.

2) Fig.: castello in aria, progetti fantasiosi e irrealizzabili; anche grande quantità, successione: un castello di frottole; scherzoso: mettere in castello, mandare nello stomaco, mangiare.

3) Ant., villaggio, borgo, nucleo abitato, cinto di mura e posto in genere su un'altura, spesso costituito in possesso feudale e presidiato da truppe: “Asolo... vago e piacevole castello” (Bembo); “Possiede il mio signor terre e castella” (Tassoni). Frequentemente nella toponomastica usato a sé o più spesso come elemento di composizione: Castel Bolognese, Casteldelfino, ecc.

4) Antica macchina ossidionale in legno, a forma di torre, internamente divisa da ripiani, che veniva accostata alle mura di una città per colpire i difensori.

5) Per estensione, nome dato a impalcature o strutture di rivestimento o di sostegno, con diverse accezioni particolari: A) castello di carte, edificio innalzato per svago con carte da gioco; anche in espressioni fig.: speranze cadute come un castello di carte. B) Castello dei burattini, la baracca in cui opera il burattinaio, nascosto alla vista del pubblico. C) Impalcatura a diversi piani alla quale in dormitori comuni (caserme, rifugi, vagoni-letto, ecc.) sono fissate o appoggiate reti metalliche, tele, amache e sim.; letto a castello, impalcatura costituita da due o più letti sovrapposti. D) Castello dei bachi, impalcatura su cui vengono stesi i cannicci dei bachi da seta. E) Castello della cassa di un orologio, il corpo centrale della cassa, nel quale è alloggiato il movimento. F) Mobile in cui si ripongono le casse tipografiche. G) In marina, ponte sopraelevato nella parte prodiera della nave che in genere si estende per non più di un quarto della lunghezza di questa; cassero di prora. H) Nei cantieri edili, impalcatura che regge gli apparecchi per il sollevamento dei materiali. I) Nelle grandi fonderie è detta talvolta castello per sabbieria, l'incastellatura nella quale sono raggruppati i macchinari per il trattamento delle sabbie. J) Struttura principale di una pistola o di una rivoltella, detta anche fusto, costituita da un unico pezzo metallico nel quale sono ricavate le sedi per l'alloggiamento o l'attacco degli altri pezzi. K) In meccanica, struttura destinata a sostenere, collegandoli con le altre parti di una macchina, particolari componenti o insiemi di componenti: per esempio si chiama castello motore la struttura di supporto del motore che aziona una macchina operatrice. Il castello può essere collegato alle altre parti rigidamente o con sistemi elastici o antivibranti. L) Negli aeroplani, castello motore, struttura che collega il gruppo motopropulsore alla cellula. Il castello motore, generalmente costituito da un traliccio di aste tubolari ma in qualche caso utilizzante anche elementi a cassone in lega leggera, viene progettato in modo da poter sopportare i carichi determinati dalle forze di massa prodotte dal succitato gruppo motopropulsore, dalla sua trazione, dalle coppie giroscopiche (particolarmente rilevanti nel caso di unità motrici a turbina) e dalla coppia di reazione nel caso di propulsori a elica. Il castello motore deve consentire inoltre una facile accessibilità al gruppo motopropulsore e ai suoi diversi accessori, onde facilitarne le operazioni di manutenzione e di controllo, e incorpora tamponi ammortizzanti per smorzare le vibrazioni che l'unità motrice trasmette alla cellula nonché, in diversi casi, attacchi che consentano dilatazioni termiche di una certa entità ai propulsori.

Cenni storici

Presso i Romani castellum era un'opera fortificata di dimensioni generalmente più ridotte del .Nel Medioevo si denominò castello l'abitazione fortificata dei signori feudali, eretta in territori strategicamente importanti, per lo più in zone di confine e per la difesa dei centri rurali. Il castello feudale, nel suo schema tipico che si riscontra a partire dal sec. XI, risulta di tre elementi: la cinta, costituita da tratti rettilinei di mura intervallati da torri e sormontati da un cammino di ronda difeso per mezzo di merlature; il mastio, eretto nel punto più elevato del castello, in origine abitazione del feudatario, in seguito ridotto dove veniva apprestata l'ultima difesa; il palazzo, dove presero ad abitare il signore e la sua corte: vi si trovavano la sala di giustizia e i locali più importanti, che a partire dal sec. XIV cominciarono a essere ornati con pitture e sculture. Il castelloera il centro sociale, amministrativo e giudiziario dell'epoca feudale per tutti gli abitanti del territorio che ne dipendevano; la sua vita era organizzata secondo un'economia di consumo: i prodotti che i contadini dei borghi erano tenuti a versare servivano per lo più al mantenimento del signore e della corte che risiedeva nella sua dimora, tanto più numerosa quanto più elevato era il grado del nobile nella gerarchia feudale. Solamente la parte di derrate eccedente il bisogno veniva scambiata, per il tramite di mercanti esterni, con prodotti di lusso che alimentavano il tenore di vita del feudatario e dei suoi vassalli. Dal Rinascimento, cessati i principali motivi difensivi soprattutto per lo sviluppo dell'artiglieria, venne a significare semplicemente costruzione di lusso destinata a ospitare i nobili e il re. Esempi di sfarzosi castelli rinascimentali si trovano nella regione della Loira in Francia. In Italia si ricorda il castello sforzesco di Milano, il castello estense di Ferrara, i castelli del ducato di Parma e Piacenza. "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 4 pp 68-77, 258-259" "Per approfondire Vedi Gedea Arte vol. 4 pp 68-77, 258-259"

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