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commendatio

sf. latino Nella Roma repubblicana e imperiale, diritto di proporre nomi di candidati alle magistrature o a certi sacerdozi. Cesare, nel 44 a. C., ottenne il diritto di commendare la metà dei candidati alle varie magistrature, fatta eccezione per i consoli; Augusto ebbe anche quello di commendare per certi sacerdozi. Il frammento della Lex de imperio Vespasiani attesta che, tra i poteri concessi in blocco ai successori di Augusto, vi era anche la commendatio di candidati alle magistrature, con effetto vincolante.

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