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Costantino I (imperatore romano)

(latino Flavíus Valeríus Constantinus), imperatore romano detto il Grande (Naisso, Mesia, 280-Nicomedia 337). Figlio di Costanzo Cloro e della sua concubina Elena, passò la prima giovinezza alla corte di Diocleziano; seguì poi il padre in Britannia. Dopo l'abdicazione di Diocleziano (305), l'Impero romano era conteso dai sei pretendenti Massimiano, Massenzio, Licinio, Galerio, Massimino e Costantino, il quale dominava sulle province occidentali. Nel 310 Costantino fece uccidere Massimiano del quale aveva sposato la figlia Fausta. Morto anche Galerio nel 311, Costantino si alleò con Licinio contro Massenzio e Massimino. Nel 312 scese in Italia, occupò Torino, Verona, Aquileia, Modena, varcò l'Appennino e vinse Massenzio presso Roma al ponte Milvio. Dicono le fonti antiche che, alla vigilia della battaglia, Costantino, ispirato da un sogno, avrebbe fatto incidere sugli scudi dei soldati il monogramma di Cristo. Secondo studiosi moderni, si sarebbe trattato di un simbolo del culto solare a tendenza monoteistica, da lui fino allora praticato. Nel 313, Costantino si recò a Milano dove venne celebrato il matrimonio tra la sua sorellastra Costanza e Licinio e venne emanato il celebre editto di tolleranza a favore del cristianesimo, che, sino ad allora confinato nelle catacombe, prese l'avvio per diventare una delle più grandi religioni della storia. Morto anche Massimino, Licinio rimase unico padrone in Oriente come Costantino lo era in Occidente. Ma sorsero ben presto le rivalità: nel 324 Costantino vinse Licinio ad Adrianopoli e a Crisopoli, poi lo fece uccidere, rimanendo solo al vertice dell'impero. Nel 326 fece uccidere anche il figlio Crispo e la moglie Fausta. § Pur facendosi battezzare soltanto sul letto di morte e dimostrando grande tolleranza verso ogni religione, Costantino si preoccupò grandemente delle eresie e degli scismi che incrinavano l'unità del cristianesimo e perciò nel 325 convocò il Concilio di Nicea con l'intento di superare la controversia scatenata dall'arianesimo. Anche la creazione, nel 330, di un'altra capitale dell'impero a Bisanzio, ribattezzata dal suo nome Costantinopoli, avrebbe avuto un movente di carattere religioso, erigere cioè una Roma cristiana opposta alla Roma di radicata tradizione pagana (ma l'effetto sarà quello di accentuare la contrapposizione tra Occidente romano e Oriente greco, con due concezioni cristiane destinate a divenire estranee l'una all'altra). In realtà la nuova capitale rispondeva al proposito di un avvicinamento alle frontiere più impegnative dell'impero, quelle del Danubio e dell'Eufrate: sul Danubio Costantino vinse infatti i Goti nel 332, e a 300.000 Sarmati concesse di stabilirsi al di qua del fiume. Anche contro i Persiani Costantino intraprese una grande spedizione, ma la morte lo colse in marcia presso Nicomedia. § La figura e l'opera di Costantino sono state variamente giudicate: “Romano della decadenza” è stato definito. Certo le trasformazioni operatesi con lui furono di notevole entità: il suo regime assunse del tutto le forme d'una monarchia di diritto divino alla maniera orientale, sotto la quale tutto è livellato (l'istituzione dei silentiarii preposti al compito di creare un silenzio religioso attorno all'imperatore ne sono prova significativa). Antiche istituzioni imperiali risalenti all'età repubblicana sono soppresse: i comites si affiancano sempre più numerosi ai funzionari, e poi li sostituiscono nell'amministrazione civile e in quella militare, col risultato che una nuova nobiltà di corte prende vita. Tutto fa capo ormai alla persona dell'imperatore, giudice e legislatore supremo. L'organizzazione fiscale si fa serrata con innovazioni nel sistema catastale. Una nuova moneta, il solido d'oro (4,55 g), entra in circolazione accentuando i commerci di lusso. Anche l'esercito è riorganizzato con la soppressione del corpo dei pretoriani, sostituito dai domestici addetti alle varie mansioni nella domus divina, e con la distinzione tra le forze di frontiera, limitanei, e quelle di riserva per le necessità improvvise, comitatenses. ❏Con Costantino l'attività edilizia conobbe in tutto l'impero un grande sviluppo. A Roma gli fu dedicato il famoso arco omonimo, a tre fornici, ricco di rilievi, a celebrazione delle sue imprese . Nel Foro Boario gli venne dedicato l'arco di Giano, quadrifronte. È andata invece perduta la statua equestre erettagli nel Foro. Numerosi sono comunque i ritratti di Costantino pervenutici sia monetali sia plastici. Tra questi ultimi, a Roma, oltre ai rilievi dell'arco, due statue loricate (Campidoglio, Laterano), una testa di dimensioni colossali al palazzo dei Conservatori. L'editto del 313 diede inizio all'architettura sacra cristiana non solo a Roma, dove sono da ricordare, in particolare, le basiliche di S. Pietro e di S. Giovanni in Laterano, col mausoleo e la basilica di S. Costanza, ma in tutto il territorio dell'impero, da Costantinopoli alla Palestina, dove l'architettura costantiniana agì da stimolo e da risveglio all'arte autoctona.

Bibliografia

S. Calderone, Costantino e il cattolicesimo, Firenze, 1962; J. Burkhardt, L'età di Costantino, Firenze, 1990.