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compleménto

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Lessico

sm. [sec. XVI; dal latino complementum]. Ciò che serve a completare: “L'arte è il complemento, non l'incamuffatura del vero” (Nievo). In particolare: A) nell'ordinamento militare, gli elementi (ufficiali, sottufficiali e truppa) che completano le unità sia all'atto della mobilitazione sia rimpiazzando le perdite. Ufficiali di complemento, i giovani che hanno conseguito, durante il servizio militare di leva, il grado di ufficiale, dopo aver frequentato appositi corsi. B) Nel linguaggio scientifico, per enti che sono complementari rispetto a un ente della stessa specie, si dice che ciascuno è il complemento dei restanti; per esempio, in matematica, il complemento all'unità di un numero x è il numero 1–x, cioè il numero che sommato a x dà l'unità. Per complemento di un angolo e complemento algebrico, vedi, rispettivamente, alle voci angolo e matrice.

Biochimica

Insieme di proteine del siero che hanno un ruolo importante nelle reazioni infiammatorie e di ipersensibilità provocate dalla formazione dei complessi antigene/anticorpo (Ag/Ab o complessi immuni), alcuni dei quali sono in grado di attivare il sistema del complemento determinando una serie complessa di attività biologiche, che comprendono, per esempio, la lisi o uccisione di batteri o diversi tipi cellulari a cui si sono attaccati i complessi Ag/Ab; il rilascio di istamina dalle mastcellule; la stimolazione della fagocitosi e dell'attività migratoria dei leucociti, ecc. In molte malattie autoimmuni, è l'attivazione del complemento la causa principale dei fenomeni di infiammazione e di ipersensibilità. Il complemento è costituito da nove fattori serici, chimicamente proteine o glicoproteine, appartenenti alle classi delle globuline α e β, e definiti convenzionalmente con le sigle C₁, C₂, C₃, ..., C9; a questi si devono aggiungere i fattori tissutali e i componenti del sistema della properdina, altra glicoproteina serica. Ogni fattore del complemento è un enzima idrolitico, con attività lipasica o proteasica, che circola nel sangue in forma inattiva, ma può essere convertito nella forma attiva per interazione con un altro fattore del complemento o con fattore tissutale diverso. Il meccanismo di attivazione del complemento può essere riassunto come segue: in presenza di ione calcio, il fattore C₁ (a sua volta composto dalle tre subunità q, r e s) si lega al complesso antigene-anticorpo, preferibilmente, ma non solo, a quei complessi formati da un gran numero di molecole di antigene e immunoglobulina G (IgG), come, per esempio, quelli che si formano sulla membrana di cellule estranee. Il fattore C₁, legato all'immunocomplesso, acquisisce attività proteolitica specifica per il fattore C4, che viene digerito in due frammenti, il più grande dei quali rimane legato al complesso e attiva il C₂. Il complesso C₁C4C₂ lega e attiva i fattori C₃ e C5; al neoformato complesso C₁C4C₂C₃C5 si legano i fattori C6-C9 per formare il cosiddetto complesso litico, dotato di attività lipasica e proteasica e capace di digerire le membrane cellulari di eucarioti e procarioti cui è legato. Oltre alla sua funzione principale di indurre la lisi cellulare, il complemento o meglio, i frammenti della digestione proteolitica dei fattori C₃ e C5 hanno anche una attività chemiotattica e di stimolo della fagocitosi nei confronti dei granulociti neutrofili e dei monociti (fenomeno detto di opsonizzazione). Accanto alla via classica, appena descritta, esiste una via alternativa di attivazione del complemento, che richiede l'interazione di fattori tissutali o della proteina serica properdina con i componenti polisaccaridici della capsula batterica. Nella via alternativa si osserva l'interazione diretta della properdina con il C₃ e i fattori C₁, C₂ e C4 sono esclusi. È interessante notare che i fattori C5-C9 furono originariamente isolati insieme al fattore C₃ e la loro individualità fu riconosciuta solo tardivamente; si ritenne pertanto che la via normale e quella alternativa convergessero sul solo fattore C₃ e non sull'intero complesso litico, mentre invece esse condividono la quasi totalità dei componenti del complemento.

Linguistica

Si dice degli elementi accessori che completano una proposizione che ha i suoi elementi essenziali e costitutivi nel soggetto e nel predicato. Poiché il soggetto può anche essere sottinteso, il predicato potrebbe da solo costituire una proposizione: verrò. Quando il predicato è rappresentato da un verbo transitivo non usato assolutamente, il primo elemento che lo completa e gli dà un senso compiuto è il complemento oggetto, detto anche complemento diretto perché è quello su cui si esercita direttamente l'azione espressa dal verbo: ho scritto una lettera. Si può ulteriormente precisare questa proposizione con l'aggiunta di nuovi elementi capaci di determinare il luogo (complemento di luogo: ho scritto una lettera da Milano), il tempo (complemento di tempo: ho scritto l'altro giorno una lettera), il modo (complemento di modo: ho scritto con entusiasmo una lettera), il mezzo (complemento di mezzo: ho scritto una lettera con la biro), l'argomento (complemento di argomento: ho scritto una lettera sul mio viaggio), la persona cui è indirizzata (complemento di termine: ho scritto una lettera alla mamma). Tutti questi complementi si dicono indiretti.

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