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eredità

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Lessico

(ant. ereditate), sf. [sec. XIII; da erede].

1) Successione a titolo universale nei beni del defunto. L'eredità costituisce un'“universalità di diritto”, cioè comporta una pluralità di rapporti giuridici in senso unitario. Per le sue specificazioni, vedi successione.

2) Fig., retaggio: non lasciare eredità d'affetti.

3) In genetica, trasmissione dei caratteri specifici da una generazione all'altra; anche i caratteri trasmessi.

Genetica: eredità mendeliana

Le modalità della trasmissione dei caratteri furono scoperte da G. Mendel il quale stabilì che i caratteri ereditari vengono trasmessi per mezzo di fattori, oggi chiamati geni, che hanno la capacità di passare da una generazione all'altra. Le caratteristiche specifiche che si ereditano secondo le leggi di Mendel seguono un modello chiamato di eredità mendeliana. Tale fenomeno è ora del tutto chiarito ed è di facile comprensione se si pensa ai geni come a fattori ereditari facenti parte dei cromosomi. Il comportamento di questi ultimi, durante i processi riproduttivi, determina le modalità di eredità delle caratteristiche, anche se successivamente si è scoperto che la maggioranza delle caratteristiche della specie vengono ereditate in maniera più complessa (necessità di più geni per controllare una caratteristica, localizzazione su più cromosomi dei geni stessi, dominanza incompleta di taluni alleli, ecc.).

Genetica: eredità da fattori multipli

Alcuni aspetti dell'eredità biologica non si possono quindi spiegare semplicemente con le leggi di Mendel. È questo il caso dell'eredità da fattori multipli, detta anche eredità mista o intermedia. In questo caso più geni controllano una caratteristica e tra i vari alleli non vi è un rapporto di dominanza, ma di additività, per cui una certa combinazione di alleli, AA, BB, CC, DD, darà una massima espressione del carattere; a mano a mano che gli alleli A, B, C, D vengono sostituiti da a, b, c, d, il carattere andrà scemando di intensità sino a un minimo rappresentato dalla combinazione aa, bb, cc, dd. Un esempio di tale tipo di eredità è la lunghezza delle orecchie nei conigli determinata da tre coppie di geni senza dominanza tra di loro.

Genetica: eredità legata al sesso

Vi sono poi caratteristiche ereditarie che compaiono più frequentemente nei maschi o nelle femmine; questo fatto si verifica per una eredità legata al sesso, scoperta da T. Morgan grazie agli esperimenti da lui condotti su Drosophila melanogaster. Esempi di eredità legata al sesso nell'uomo sono il daltonismo e l'emofilia. Entrambe queste caratteristiche sono legate al cromosoma x per cui si riscontrano più frequentemente nei maschi che nelle femmine, avendo i maschi un corredo eterocromosomico xy per cui basta la presenza dell'allele recessivo perché l'emofilia o il daltonismo possano manifestarsi. Nelle femmine è invece necessaria la presenza contemporanea dei due alleli recessivi perché queste siano affette dall'anomalia e non solo portatrici. In pratica, una femmina emofiliaca è cosa rarissima, dovendo essere figlia di madre portatrice e di padre emofiliaco. Altri geni sono localizzati sul cromosoma y e passano in linea maschile da una generazione all'altra (per esempio l'ittiosi congenita e altre malattie della pelle). Vi sono poi geni parzialmente legati al sesso in quanto localizzati in loci omologhi degli eterocromosomi e quindi seguono lo schema ereditario classico. Nella specie umana si conoscono solo otto anomalie causate da questa condizione (per esempio la retinite pigmentosa e la paraplegia spastica). L'eredità legata al sesso è detta diaginica o diandrica secondo che i caratteri appaiano più frequentemente nel sesso maschile o in quello femminile. Tutti questi tipi di eredità costituiscono vari aspetti dell'eredità cromosomica.

Genetica: eredità citoplasmatica

Esiste però anche un tipo di eredità che non fa capo ai cromosomi ma ad altri costituenti cellulari. È questo il caso dell'eredità citoplasmatica e di altri sistemi scoperti sulla base della trasmissione extracromosomica delle caratteristiche ereditarie. Un esempio di influenza del citoplasma sulle caratteristiche ereditarie è quello della direzione dell'avvolgimento delle conchiglie in certe lumache, per cui da un incrocio tra lumache (Limnaea peregra) con senso destrorso e sinistrorso di avvolgimento, la prima generazione (F₁) presenta il senso di avvolgimento della madre, mentre la seconda (F₂) è costituita da lumache tutte destrorse. Questa situazione si spiega postulando che la direzione dell'avvolgimento della conchiglia è determinata nel citoplasma dell'uovo.

Bibliografia

J. A. Moore, Heredity and Development, Oxford, 1963; F. H. C. Crick, Il codice genetico, Bologna, 1968; T. Dobzhansky, L'evoluzione e la specie umana, Torino, 1968; J. Watson, Biologia molecolare del gene, Bologna, 1968; R. P. Levine, Génétique, Parigi, 1969; V. Mc Kusick, Genetica umana, Bologna, 1973; C. Willis, Il carico genetico, Milano, 1973; Ulrico di Aichelburg, L'ereditarietà, Milano, 1990.

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