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intuizióne

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Lessico

sf. [sec. XVI; da intuire].Forma di conoscenza totale e immediata della verità, senza un processo di riflessione e ragionamento: l'intuizione dei valori morali. In particolare, capacità di intuire; percezione pronta e chiara di una certa realtà: esser dotato d'intuizione; un'intuizione felice; anche presentimento: intuizione di un pericolo.

Etologia

Apprendimento per intuizione è talvolta detta la capacità mostrata da certi animali di risolvere determinati problemi senza averne in precedenza tentato la soluzione, ma facendo uso di esperienze maturate in altri contesti. Diverse scimmie, per esempio, abituate a giocare con bastoni componibili, improvvisamente li uniscono per raggiungere cibo abbandonato lontano dalla loro portata, dopo aver tentato invano di carpirlo direttamente attraverso le sbarre della gabbia. Le capacità intuitive sono particolarmente ben sviluppate nelle Scimmie, ma probabilmente sono presenti anche in altri animali. La soluzione di problemi con mezzi mentali che implicano processi di astrazione indica intelligenza assai sviluppata.

Scienze umane

Nei Prolegomeni Kant definisce l'intuizione come presenza immediata dell'oggetto alla coscienza. Egli però distingue l'intuizione intellettuale da quella sensibile: la prima propria del soggetto finito, per il quale l'oggetto è qualcosa di dato, di esterno; la seconda propria del soggetto infinito, che ha di fronte l'oggetto come un suo prodotto. Questa distinzione ci consente di comprendere il presupposto della filosofia romantica e idealistica, che però considera l'intuizione sensibile come un momento o un aspetto di quella intellettuale. Ed è appunto a questa concezione che s'ispirano, nonostante le notevoli e decisive differenze, Fichte, Schelling e Hegel. Prima di Kant il problema dell'intuizione era stato variamente trattato, per lo più attribuendo all'intuizione il potere di conoscere qualcosa immediatamente, cioè senza la mediazione del discorso logico o della verifica empirica. Questo spiega perché l'intuizione fosse considerata una forma superiore di conoscenza, o addirittura la conoscenza per eccellenza, quella che Dio ha di sé e dei suoi prodotti (è questa la concezione che dell'intuizione hanno Plotino e San Tommaso). In tempi più recenti, H. Bergson ha contrapposto l'intuizione alla conoscenza analitica, incapace di cogliere la realtà nella sua concretezza; E. Husserl ha visto nell'intuizione la facoltà che permette all'uomo di cogliere i puri oggetti, gli enti matematici, le idee; e così Croce definisce l'arte come l'attività in cui propriamente l'intuizione si esercita. § In psicologia, il termine viene usato con diversi significati: sinonimo di insight; processo attraverso cui un individuo arriva alla soluzione di un problema senza nessun procedimento logico apparente; nella teoria dello psicologo svizzero Jean Piaget, caratteristica della fase preoperatoria dell'intelligenza, in cui vengono applicati schemi di azione non reversibili. Per indicare l'intuizione come immediata consapevolezza della situazione è stato impiegato il termine tedesco Anschauung.

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