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Fichte, Immanuel Hermann

filosofo tedesco (Jena 1796-Stoccarda 1879). Figlio di Johann Gottlieb, fu caposcuola, con C. H. Weisse e H. Ulrici, del cosiddetto “teismo speculativo”; il suo pensiero viene comunemente distinto in due fasi. In un primo periodo Fichte, muovendo da una critica di fondo all'hegelismo prospetta un pensiero “teistico” che si propone di ritrovare, sempre però per via dialettico-sistematica, le verità fondamentali del cristianesimo quale religione del Dio trascendente e personale (Grundzüge zum System der Philosophie, 1833-44; Caratteristiche del sistema filosofico). Sulla base di questi concetti Fichte elaborò poi una dottrina della “persona umana” (Antropologia, 1856) che, appunto in quanto fondata su un personalismo teologico, ne preservi la concreta individualità dal pericolo di dissoluzione cui essa andava incontro nell'immanentismo di Hegel. Conscio però dei gravi rischi insiti in questa impostazione, Fichte si volse poi a una ricerca di carattere più “scientifico” e “sperimentale” intorno alla natura umana: ricerca condotta nelle ultime opere (Die Idee der Persönlichkeit, 1839 e Psicologia, 1864-73) e polemicamente orientata a combattere il materialismo di gran parte dell'antropologia a lui contemporanea.