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ipernatremìa

sf. [da iper-+latino natrium, sodio+-emia]. Aumento della concentrazione di sodio nel sangue, che indica che i liquidi corporei sono più concentrati della norma, cioè che i soluti prevalgono sulla componente acquosa. Condizioni di ipernatremia persistente sono relativamente rare, in quanto l'organismo normalmente reagisce con lo stimolo della sete non appena il sodio ematico tende ad aumentare, e riguardano quasi esclusivamente i bambini molto piccoli e i soggetti (ritardati o semicoscienti) che non possono avvertire lo stimolo della sete. L'ipernatremia può essere dovuta anche ad abuso di diuretici con conseguente perdita di potassio (K+), naturale bilanciatore del sodio (Na-), a uso prolungato di cortisonici con un effetto di mancato assorbimento del potassio a livello intestinale, abuso di sale, scatolame (che è ricco di sodio), bicarbonato di sodio, ecc.

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