molècola

sf. [sec. XVII; dal latino scientifico molecula, dim. dal classico moles, mole]. Il più piccolo insieme di atomi, uguali o diversi, tenuti insieme da forze precipuamente elettriche (legami chimici), capace di esistenza indipendente e tale da conservare tutte le proprietà della sostanza in causa (elemento, composto). Va ricordato, però, che non tutti i composti chimici sono formati da molecole: per quelli ionici, costituiti da ioni, non ha significato parlare di molecola. Una molecola formata da atomi uguali è detta omoatomica, mentre se gli atomi sono di specie diversa, eteroatomica. Il numero di atomi che costituiscono una molecola varia da quello minimo di uno (molecole monoatomiche) a valori superiori (molecole poliatomiche) anche dell'ordine del milione come nelle cosiddette macromolecole. Gli atomi di alcuni elementi si possono unire tra loro a formare delle molecole: per esempio la molecola dell'ossigeno è normalmente costituita da due atomi di ossigeno, ma in condizioni particolari si forma invece la molecola triatomica, O₃, dell'ozono. Le molecole hanno, per ciascun elemento o composto chimico non ionico, dimensioni e forme caratteristiche, dipendenti dal numero di atomi che le costituiscono e dalla natura dei legami che uniscono gli atomi stessi, dimensioni e forma che possono venir determinate mediante lo studio degli spettri di diffrazione dei raggi X, degli spettri di diffrazione neutronica, ecc. Così, mentre la molecola del benzene, con formula grezza C6H6, ha struttura piana, ossia gli atomi di carbonio e quelli di idrogeno che la costituiscono giacciono in pratica tutti su uno stesso piano, nella molecola del cicloesano, di identica formula grezza, gli atomi di carbonio e di idrogeno sono disposti su piani diversi.

A. Coulson, La valenza, Bologna, 1955; J. Barriol, La constitution des molécules, Parigi, 1958; L. Pauling, La natura del legame chimico, Roma, 1961; R. Daudell, Electronic Structure of Molecules, Oxford, 1966; L. Calabrò, La modellistica molecolare, Roma, 1990.

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