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motivo

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino tardo motivus, mobile (aggettivo), da motus, moto (1)].

1) Ragione che spinge ad agire o a non agire; causa, movente: ci dirai il motivo della tua assenza; motivo serio; motivo di gioia, di dolore. Per l'accezione in psicologia, vedi motivazione. Nelle loc.: avere motivo di, avere ragione, essere nel vero: ho motivo di credere in ciò; dar motivo di, dar occasione di, causare: dar motivo di lagnarsi; motivo per cui, ragion per cui; per questo motivo, perciò; a motivo di, per causa di; con motivo, giustamente; senza motivo, inspiegabilmente.

2) In musica, propr. frammento di frase, caratterizzato sul piano melodico-ritmico, suscettibile di un compiuto sviluppo, cioè di fungere da nucleo per una più ampia costruzione. Più comune, idea melodica di senso compiuto, facilmente ricordabile, o sinonimo di tema, motivo conduttore, Leitmotiv. Per estensione, argomento fondamentale di un'opera letteraria; nelle arti figurative, elemento ornamentale che si ripete variamente e ritmicamente a determinate distanze: il motivo floreale di un fregio; per estensione, anche nell'abbigliamento, nell'arredamento e simili; camicetta con motivo geometrici.

3) Anche agg., ant. e lett., che muove o che è atto a muovere: “la potenza motiva infinita” (Bruno).

Diritto

Nella teoria generale dei negozi giuridici, il motivo si distingue dalla causa e a tale distinzione sono collegati rilevanti effetti: la causa costituisce l'elemento essenziale dell'atto giuridico, rispondente alla funzione economico-sociale del negozio e come tale tutelato dalla legge; il motivo invece è la ragione privata e personale che ha indotto un soggetto a stipulare quel determinato atto; di conseguenza il motivo è di norma irrilevante per l'ordinamento giuridico, ma acquista importanza quando assume una funzione sociale ed economica. È il caso dei motivi abbietti o futili, che aggravano il reato e conseguentemente la pena; invece, i motivi di particolare valore morale e sociale costituiscono attenuante a un reato, a norma dell'art. 62 del Codice Penale, e comportano una diminuzione della pena.