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neoghibellinismo

sm. [neo-+ghibellinismo]. Movimento d'opinione affermatosi in Italia dopo il 1846 per contrastare il cattolicesimo liberale dei neoguelfi. Nettamente laici, sostenitori della tesi di N. Machiavelli che condannava l'ingerenza della Chiesa negli affari di Stato, i neoghibellini si ispiravano, inoltre, alle idee innovatrici del Rinascimento e dell'illuminismo anticuriale di P. Giannone dell'Istoria civile del Regno di Napoli. Esponente di punta del movimento, il quale peraltro non espresse un'azione politica di una certa consistenza, fu G. B. Niccolini che, con l'opera Arnaldo da Brescia, confutò le teorie di V. Gioberti.

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