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pattùglia

sf. [sec. XVII; dal francese patrouille, da patrouiller, variante di patouiller, propr. guazzare nel fango]. Piccolo complesso di uomini e di mezzi, convenientemente armato ed equipaggiato, destinato all'adempimento di un compito specifico di carattere operativo o tecnico limitato nel tempo: pattuglia d'allarme, impiegata in coda a una retroguardia o a un distaccamento fiancheggiante per segnalare alle unità antistanti minacce nemiche dal tergo; pattuglia di collegamento, per ricercare e mantenere il collegamento tra unità ampiamente intervallate o distanziate; pattuglia di combattimento, di forte consistenza (fino al plotone rinforzato), destinata ad assolvere compiti che possono implicare il combattimento (contrastare il pattugliamento avversario, controllare gli spazi vuoti, proteggere operazioni tecniche, ecc.); pattuglia di ricognizione, impiegata per acquisire informazioni sul terreno (forme, percorribilità, ostacoli); pattuglia di sicurezza, impiegata per garantire da sorpresa l'unità o il complesso di forze che la distacca; pattuglia esplorante, impiegata per individuare o accertare dislocazione, forza e attività del nemico; pattuglia navale, piccolo gruppo di unità incaricato di sorvegliare le coste, le basi e brevi tratti di rotte per evitare attacchi di sorpresa; pattuglia aerea, due o più velivoli con incarichi speciali di caccia, copertura, bombardamento, ecc.; pattuglia acrobatica, formazione dell'aviazione militare specialmente addestrata per il volo acrobatico in formazione. Anche le forze di polizia si avvalgono dell'attività di pattuglia: pattuglia di circolazione, di soccorso, di pronto intervento, ecc. § La pattuglia acrobatica nazionale fu costituita nel 1960 a Rivolto (Udine) col nome di “Frecce tricolori”. Erede delle tradizioni di acrobazia collettiva iniziate nel 1930 dalla “Squadriglia folle”, la pattuglia rappresenta l'Italia nelle manifestazioni internazionali.