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salita

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Lessico

sf. [sec. XIV; da salire].

1) Il salire: la salita delle scale; ha fatto una bella salita; una strada in salita, che va verso l'alto, in ascesa; camminare in salita, salendo; salita alla fune, alla pertica, in ginnastica, l'arrampicata su uno dei due attrezzi da palestra che prevede anche gare artistiche e di tempo. Non comune fig.: salita al potere, al trono, ecc.

2) Luogo, strada, tratto di percorso, profilo che sale, che procede verso l'alto: si è fermato a metà della salita; questo lato del monte forma una salita molto ripida.

3) Nello sci, superamento di pendii per mezzo di passi speciali (a scalinata, obliqua, a spina di pesce, ecc.).

4) In elettronica, fronte di salita di un segnale, il tratto comprendente l'escursione dal valore minimo al valore massimo dell'ampiezza. Il tempo di salita è definito come l'intervallo di tempo impiegato dal fronte di salita per passare dal 10% al 90% dell'escursione totale.

Sport: alpinismo

Ascensione o arrampicata che può essere compiuta con diverse tecniche: a doppia corda, a mezzo staffe, a spaccata e in appoggio. La salita a doppia corda o a carrucola viene usata nelle scalate molto difficili e per evitare che la corda si impigli o che non scorra; pertanto lo scalatore usa due corde oppure si lega alle estremità della corda stessa. La salita a mezzo staffe è quella praticata sulle pareti che non presentano appigli; l'alpinista, assicurato da corde e chiodi, prepara con un cordino varie staffe che, applicate alla corda principale, gli serviranno come una scala. La salita a spaccata è quella effettuata in un camino appoggiando una gamba e un braccio su una parete e gli altri sull'altra. La salita in appoggio è quella effettuata in un camino privo di appigli, con l'ausilio alternato di braccia, gambe e schiena.

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