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volgàre

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Lessico

agg. [sec. XIV; dal latino vulgāris, da vulgus, volgo].

1) Proprio del volgo, degli strati socialmente e culturalmente più bassi della popolazione: usi, pregiudizi volgari che il progresso non è riuscito a estirpare.

2) In particolare, di lingua o di forme linguistiche che sono tipiche delle classi popolari o comunque di minor cultura: latino volgare, v. latino; lingua, parlata volgare, le lingue, i dialetti parlati dal popolo, specialmente nel periodo delle origini e della formazione delle lingue romanze in contrapposizione al latino medievale usato dai dotti; in questo senso frequente come sm.: il volgare toscano; le opere in volgare del Petrarca; i volgari francesi, le lingue d'oc e d'oïl; diritto volgare. Per estensione: nome volgare di un animale, il nome dell'uso comune opposto al nome latino scientifico della sistematica zoologica.

3) Fig. spregiativo, privo di valore e di originalità, banale, meschino: volgare imitazione di un quadro; un volgare ladruncolo; più spesso, privo di cultura, di finezza, di nobiltà morale; ordinario, grossolano, sguaiato: maniere volgari; una donna bella ma volgare; espressioni volgari, sconvenienti, oscene; anche come sm. o f.: non fare il volgare!

4) In diritto, sostituzione volgare, disposizione testamentaria con cui il testatore sostituisce un'altra persona all'erede o al legatario nell'ipotesi che questi non possano o non vogliano accettare.

Diritto

Con diritto volgare si intende quello che si è formato nel popolo, al di fuori del diritto ufficiale o scritto, in forza di usi e costumi praticati con costanza e continuità, per cui si sono tradotti in consuetudine, valida fonte del diritto e avente in sé l'efficacia della stessa legge. A dare forza al diritto volgare è da una parte la “continuità” e dall'altra il “consenso” pratico di coloro che osservano la consuetudine. Il riconoscimento di tale diritto è già esplicito in Gaio: “... diuturni mores consensu utentium comprobati legem imitantur”; un'imitatio legis che ha il valore di un'uguaglianza. Prerogativa del diritto volgare è di accompagnarsi strettamente a ogni mutamento della convivenza sociale e di registrarlo tempestivamente traducendolo in norma dell'agire pratico. Gran parte del diritto volgare è in seguito confluita nel diritto scritto e oggi esso vive solamente in alcune norme dispositive e dove la legge stessa richiama alla consuetudine.

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