Bagnara di Romagna

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comune in provincia di Ravenna (36 km), 22 m s.m., 10,02 km², 1761 ab. (bagnaresi), patrono: sant’ Andrea (30 novembre).

Centro alla destra del fiume Santerno. Feudo dei vescovi di Imola, subì attacchi di bolognesi e faentini e l'occupazione di Uguccione della Faggiuola. Fortificato nel 1350 da Bernabò Visconti, fu degli Alidosi, dei da Polenta, degli Ordelaffi e dei conti di Cunio. Andò distrutto nella prima metà del sec. XV, ma venne fatto ricostruire da Sisto IV, prima di appartenere ai Riario, a Caterina Sforza e a Cesare Borgia. Reinserito nello Stato Pontificio, fu nuovamente dato in feudo ai vescovi di Imola (1562).§ L'abitato, cinto da basse mura in gran parte distrutte durante la seconda guerra mondiale, conserva la bella rocca eretta da Bernabò Visconti con rifacimento quattrocentesco, sede del comune e dell'archivio storico. La parrocchiale conserva una tavola di Innocenzo da Imola (1515), preziosi arredi sacri, cantoria, coro e organo del sec. XVIII. Settecentesco è il santuario della Madonna del Soccorso.§ In economia prevale l'agricoltura con cereali, frutta e foraggi per l'allevamento bovino con rilevante attività mercantile. Operano aziende nei settori edile, meccanico e della carpenteria in legno e metallo. Vi si trova un allevamento con centro di studi per la selezione dei cani San Bernardo da soccorso, di importanza mondiale.

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