Parma (città dell'Emilia-Romagna)

Indice

capoluogo della provincia omonima, 57 m s.m., 260,77 km², 178.718 ab. secondo una stima del 2007 (parmigiani o parmensi), patrono: san Bernardo di Parma (4 dicembre), san Giovanni di Parma (22 maggio), sant’ Ilario di Poitiers (14 gennaio) e san Tommaso (3 luglio).

Generalità

Città della Pianura Padana, all'incrocio della via Emilia con il torrente Parma, che percorre l'abitato dividendolo in due parti. "Per la pianta della città vedi il lemma del 14° volume." "Per la pianta della città vedi a pagina 482 del XVI volume." Il primitivo nucleo urbano sorse in età romana sulla destra del torrente e la sua struttura ortogonale è tuttora visibile attorno all'odierna piazza Garibaldi. In corrispondenza con questo nucleo, allargato poi all'intera area a E del torrente, si sviluppò tra il sec. XI e XIV, a linee concentriche, la città medievale. La cinta muraria del 1211 inglobò anche il cosiddetto “Oltretorrente”, più a W. Lo sviluppo successivo rese necessaria, nel 1364, l'edificazione di una nuova cinta di mura (demolita nel sec. XIX), il cui antico tracciato è ricalcato dagli attuali viali di circonvallazione. Dal sec. XVI al XVIII, per opera dei Farnese e dei Borboni, fu realizzato un vasto progetto di rinnovamento edilizio all'interno dei bastioni. La più recente espansione edilizia ha avuto luogo in direzione dell'Oltretorrente, oltre la ferrovia, lungo la via Emilia e la statale della Cisa. È sede vescovile e universitaria.

Storia

Fondata dagli Etruschi e occupata successivamente dai Galli Boi, Parma divenne colonia romana nel 183 a. C., subito dopo la sistemazione della via Emilia. Grazie alla sua posizione e alla bonifica delle paludi che la separavano da Piacenza (115 a. C.), divenne un importante centro commerciale e ottenne la cittadinanza romana verso il 50 a. C. Sede vescovile dal sec. IV, fu devastata nel corso delle invasioni barbariche e ricostruita da Teodorico; invasa da Totila, fu successivamente conquistata dai Bizantini (553-568), dai quali fu chiamata Chrysopolis (“città dell'oro”), avendovi Narsete posto la sede dell'erario. Conquistata da Alboino nel 569, fu eretta a ducato e, con Carlo Magno, divenne capoluogo di un comitato. Nei sec. IX-X la città vide l'ascesa al potere dei vescovi, che sotto Corrado II estesero la propria giurisdizione su tutto il comitato (1036). Nella lotta per le investiture si schierò dalla parte imperiale; nel 1064 il vescovo Cadalo fu creato antipapa (Onorio II) contro Alessandro II e pochi anni dopo il vescovo Everardo sostenne l'antipapa Clemente III contro Gregorio VII. Il conflitto con la Chiesa ebbe fine agli inizi del sec. XII, quando il vescovo, sconfitto da Matilde di Canossa, passò al fianco della Chiesa. Nello stesso periodo si andarono affermando le istituzioni comunali. Schieratasi con la Lega Lombarda contro il Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176), la città fu in seguito sconvolta da lotte intestine e dalle guerre con i vicini comuni di Reggio, Piacenza e Cremona. Con quest'ultima raggiunse una tregua nel 1253, garantendosi un periodo di relativa pace e stabilità. Agli inizi del Duecento ripresero con forza anche le lotte interne, che condussero all'intervento di Federico II e alla vittoria guelfa sulle forze imperiali (1248). Nella seconda metà del secolo si rafforzarono le istituzioni comunali e con esse i ceti popolari e borghesi a scapito della nobiltà e del vescovo, ma il mancato affermarsi di una signoria locale (il tentativo di Giberto da Correggio, acclamato signore nel 1303, fu fatto fallire nel 1316 dai Visconti) portò al rapido succedersi di signorie esterne. Passata nel 1346 sotto i Visconti, Parma fu abbellita e soprattutto rafforzata nelle sue strutture difensive. Dopo un'ultima, breve parentesi di governo comunale, la città passò agli Sforza nel 1449. Occupata dai francesi nel Cinquecento, dopo la battaglia di Ravenna (1512) entrò a far parte dello Stato Pontificio. Nel 1545 la città venne unita con Piacenza nel ducato assegnato in dote a Pier Luigi Farnese, figlio di Paolo III; nel 1556 fu eretta a capitale dello stato. Dopo le vicende napoleoniche fu sotto il governo di Maria Luisa d'Austria, ultima duchessa di Parma e Piacenza; nel settembre 1859 la dinastia borbonica fu dichiarata decaduta e nel marzo 1860 Parma fu annessa al Regno d'Italia. La città ebbe una parte di primo piano nel corso delle lotte della Resistenza al fascismo.

Arte

Il duomo, iniziato nel 1046 ma completamente ricostruito in stile stile romanico lombardo dopo il terremoto del 1117, presenta un interno a tre navate affrescato da L. Gambara, G. Mazzola-Bedoli e Parmigianino, che qui nacque (1503-1540). Sono conservati affreschi del Correggio (celebre è la decorazione della cupola con l'Assunzione della Vergine, realizzata nel 1526-30) e dell'Antelami (Deposizione, 1178). Il battistero (1196-1307), a pianta ottagonale, capolavoro dell'architettura gotica europea, è decorato negli esterni da rilievi e statue dell'Antelami; all'interno vi sono altri rilievi dello stesso Antelami (le celebri sculture raffiguranti i mesi, le stagioni e i segni zodiacali) e affreschi del sec. XIII; nel sec. XIV furono aggiunti la balaustra e gli otto pinnacoli. Notevole è la chiesa di San Giovanni Evangelista (fondata nel sec. X ma rifatta tra il XV e il XVI), con affreschi del Correggio, tra cui la cupola con quello che la tradizione definisce la Visione di san Giovanni a Patmos (1520-21). La chiesa della Madonna della Steccata, costruita a partire dal 1521, conserva un ciclo decorativo nell'arcone del Parmigianino (1530-39). Tra gli edifici civili si ricordano il Palazzo Ducale (del Vignola, con rimaneggiamenti del sec. XVIII), il palazzo dell'Università, attribuito all'Alessi e al Vignola, la storica Spezieria di San Giovanni Evangelista (documentata dal 1201, fondata e gestita dai benedettini fino al 1766), il Palazzo del Municipio (1673), il duecentesco Palazzo del Governatore (con facciata del 1760 di E. Petitot) e il Teatro Regio del 1829. Si segnala infine la camera del Correggio, in origine parte dell'appartamento privato delle badesse del monastero di San Paolo, dipinta a partire dal 1514 per la badessa Giovanna da Piacenza.

Musei

La Pinacoteca “Giuseppe Stuard” è la più importante collezione privata della città e ha sede nell'ex palazzo della Congregazione di Carità di San Filippo Neri. Conserva oltre trecento tra disegni, sculture, incisioni, dipinti e arredi d'epoca dei sec. XIV-XVIII. Il Museo Archeologico Nazionale fu fondato nel 1760 per conservare i reperti restituiti dagli scavi di Veleia, ai quali se ne sono aggiunti altri provenienti dal territorio. La Galleria Nazionale conserva opere d'arte locale e importanti collezioni private. Tra le istituzioni culturali della città spiccano l'Accademia di Belle Arti (collezione di dipinti dell'Ottocento parmense) e il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”. L'edificio di Teatro Due (eretto nel 1902), assume la destinazione di luogo teatrale con l'arrivo, negli anni Settanta, della cooperativa teatrale “La Compagnia del Collettivo”, sorta in ambiente universitario. Nel cinquecentesco palazzo della Pilotta, grandiosa residenza dei Farnese, hanno sede la Galleria Nazionale e il Museo Archeologico Nazionale. Annesso al palazzo è il Teatro Farnese.

Spettacolo

Parma, già sede di spettacoli in età medievale e umanistica, conobbe un'intensa attività teatrale con la signoria dei Farnese, la cui corte ospitava spettacoli musicali e recite di comici dell'arte. Nel 1618 il duca Ranuccio I affidò a G. B. Aleotti l'incarico di costruire il Teatro Farnese, che venne inaugurato l'anno dopo: si trattava di un edificio ligneo su modello palladiano, realizzato per la prima volta con un solo arco nascosto da un sipario. Dotato di una notevole capienza (fino a 4000 spettatori), rimase in attività sino al 1732. Nel 1944 fu distrutto da un bombardamento e ricostruito nel 1965, rimanendo però inagibile.L'attività teatrale di Parma è legata in particolare alla tradizione del melodramma, rappresentato dapprima al Collegio dei Nobili e, dal 1688, al Teatro Ducale (di S. Lolli, rimaneggiato nel 1760 da G. A. Morand). La fama di teatro di grande prestigio per il livello del repertorio e l'eccellenza delle esecuzioni fu ereditata dal nuovo Teatro Ducale, commissionato a N. Bettoli da Maria Luisa d'Austria nel 1821 e inaugurato otto anni dopo; dal 1849 si chiamò Teatro Regio, sede per eccellenza del repertorio verdiano e tuttora uno dei più importanti teatri lirici italiani.

Economia

Parma svolge un importante ruolo economico e funzionale su un'area che supera i confini della provincia. La città vanta una vasta e fertile area agricola alla quale sono connesse un'industria di trasformazione fornita di tecnologie d'avanguardia (che opera in particolare nella lavorazione del pomodoro, della pasta, del latte) e un'imponente rete di distribuzione. Vini, liquori, formaggi (parmigiano reggiano) e salumi figurano tra i numerosi prodotti tipici della zona, realizzati a livello sia artigianale sia industriale. La città annovera inoltre tra i settori industriali più vitali quello meccanico (macchinari agricoli e per l'industria alimentare), chimico, vetrario, conciario, calzaturiero, farmauceutico, poligrafico-editoriale, tessile, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione, del legno e del mobile. Notevole il turismo, attratto dal patrimonio monumentale della città e dalle bellezze del territorio.

Curiosità

Tra gli eventi più noti della città si segnalano, in estate, il Reggio Parma Festival (rassegna di opera, prosa e danza), il Teatro Festival (manifestazione internazionale che riprende la tradizione dello storico Festival Universitario di Parma) e, in autunno, il Natura Dèi Teatri (festival internazionale di teatro di ricerca). Inoltre Parma è sede del concorso internazionale per direttori d'orchestra dedicato ad Arturo Toscanini, che qui nacque (1867-1957). La città ha dato i natali, tra gli altri, al regista Bernardo Bertolucci (1941).

Per la geografia

U. Corradi Cervi, Nuova Guida di Parma, Parma, 1956; G. Pasini (a cura di), Le condizioni industriali di Parma, Bologna, 1991.

Per la storia

F. Bernini, Storia di Parma, Parma, 1954; R. Castellani, Parma nella storia, Parma, 1957; C. Malaspina, Storia di Parma, Parma, 1984.

Per l'arte

G. de Francovich, Benedetto Antelami, Firenze, 1952; P. Toesca, Il Battistero di Parma, Milano, 1960; R. Bacou, Dessins de l'Ècole de Parme, Parigi, 1964; A. Quintavalle, La cattedrale di Parma e il Romanico europeo, Parma, 1974; D. Zucchelli, Il palazzo ducale di Parma, Parma, 1985.

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