Baréggio

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comune in provincia di Milano (17 km), 138 m s.m., 11,28 km², 15.759 ab. (bareggiesi), patrono: santi Nazario e Celso (prima domenica di ottobre).

Centro situato nella pianura tra il canale Villoresi a N e il Naviglio Grande a S, poco lontano dall'autostrada Milano-Torino. Di origine celtica, appartenne nell'alto Medioevo alla pieve di Corbetta e alla basilica di Sant'Ambrogio di Milano. Da una bolla di papa Eugenio III (1148) risulta che vi esercitarono diritti anche le benedettine del monastero maggiore di San Maurizio di Milano. Nel sec. XIII fu possesso delle nobili famiglie Zeppi e Litta.§ Risale al 1482 la piccola chiesa di Santa Maria della Brughiera, con un affresco coevo nell'abside. Costruzioni barocche sono le ville Radice Fossati e Marietti. La parrocchiale dei Santi Nazario e Celso (sec. XVIII) fu ampliata e in parte rifatta nel 1880; dell'epoca medievale rimane solo la struttura romanica della torre campanaria.§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori meccanico, metallurgico (apparecchiature in acciaio inox e derivati), elettronico, tessile, chimico (vernici), cartario, dell'arredamento (articoli per l'illuminazione), dell'abbigliamento, della lavorazione della gomma e delle materie plastiche (stampaggio e assemblaggio). L'agricoltura (cereali, foraggi, ciliegie, more, lamponi) e l'allevamento bovino e bufalino completano il quadro economico.

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