Bottài, Giusèppe

uomo politico italiano (Roma 1895-1959). Dopo aver aderito assai giovane al futurismo, partecipò da volontario alla prima guerra mondiale. Fu poi tra i fondatori dei Fasci di combattimento (1919) e del PNF (1921). Deputato dal 1924, sottosegretario dal 1926 al 1929 e ministro delle Corporazioni dal 1929 al 1932, collaborò in maniera determinante all'elaborazione della Carta del lavoro (1927). Come ministro dell'Educazione nazionale (1936-43) emanò i primi provvedimenti antisemiti (1938) precludendo l'insegnamento e l'iscrizione nelle scuole statali e parastatali ai cittadini di razza ebraica e nel 1939 procedette a un'ampia riforma dell'istruzione che andò sotto il nome di Carta della scuola. Il 24 luglio 1943 firmò l'ordine del giorno Grandi contro Mussolini e per questo venne condannato a morte in contumacia dal tribunale fascista di Verona (1944). L'Alta Corte di Giustizia di Roma (1945) lo condannò all'ergastolo come uno dei maggiori responsabili del regime fascista. Arruolatosi nella Legione Straniera fin dal 1944, Bottai, amnistiato nel 1947, rientrò in Italia.

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