Càstano Primo

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comune in provincia di Milano (37 km), 182 m s.m., 19,06 km², 9951 ab. (castanesi), patrono: san Zenone (quarta domenica di ottobre).

Centro situato alla sinistra del fiume Ticino, sul canale Villoresi. Appartenne agli arcivescovi milanesi fino al sec. XII, quando passò al conte di Biandrate e nel 1261 ad Alberto Cane, per investitura del comune di Milano. A partire dal 1428 fu feudo di diverse famiglie finché nel 1716 tornò alla camera ducale. Più tardi l'ebbe il generale Antonio Nuño de Portugal de la Puebla, dalla cui famiglia passò per eredità (1772) ai marchesi Berzio Pietragrassa. Il 26 febbraio 1945 i patrioti Franco Griffanti, Antonio Noè e Franco Noè furono fucilati dagli occupanti tedeschi. § Di forme barocche sono la parrocchiale di San Zenone (risalente al sec. XIV ma ricostruita agli inizi del sec. XVIII), l'oratorio di San Gerolamo (rimaneggiato nel 1772) e l'oratorio dell'Addolorata, del 1725. Risale probabilmente al sec. XVI (ma fu ricostruita nel Settecento) la villa Nuño de Portugal, ora Rusconi (sede del Comune). Notevole esempio di architettura rurale è la cascina Malpaga, citata già nel sec. XV. Nel cimitero erano gli affreschi della Via Crucis di G. Previati; strappati e riportati su tela nel 1969, sono oggi conservati al Museo Diocesano di Milano. § L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori meccanico (macchinari per la lavorazione delle materie plastiche, ingranaggi), metallurgico, tessile, conciario, estrattivo (ghiaia e sabbia), dell'abbigliamento, della lavorazione del legno (scale, ringhiere, serramenti). L'agricoltura produce cereali e foraggi per l'allevamento bovino.

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