Castelvètro di Mòdena

Indice

comune in provincia di Modena (18 km), 152 m s.m., 49,72 km², 9589 ab. (castelvetresi), patrono: santi Senesio e Teopompo (4 gennaio).

Centro sulla sinistra del torrente Guerro. Ricordato come castrum Vetus in documenti anteriori al Mille, fu possesso dell'abbazia di Nonantola, alla quale tornò dopo un breve passaggio ai Canossa. Nel 1213 passò al comune di Modena e nel 1326 venne conquistato dai bolognesi; fu poi feudo dei Rangoni, riconfermato dagli Estensi nel 1454. Nel 1501 il paese fu devastato da un terremoto. § Il castello, ricostruito nel sec. XVI, conserva torri medievali e decorazioni pittoriche rinascimentali. Nella parrocchiale si trovano opere di scuola modenese del sec. XV. Nella parrocchiale della frazione di Levizzano Rangone vi sono affreschi trecenteschi restaurati, staccati dall'oratorio romanico di San Michele. § L'agricoltura produce frumento e barbabietole, ma soprattutto uva (lambrusco grasparossa) e foraggi per i numerosi allevamenti suini e di bovini da latte. L'industria opera nei settori enologico, agroalimentare (caseifici, salumifici e produzione del tradizionale aceto balsamico di Modena), meccanico, della ceramica; attivo l'artigianato metalmeccanico, tessile e del legno e i settori dell'intermediazione e dell'ingrosso. È zona di turismo estivo.

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