Cavalli, Patrìzia

poetessa italiana (Todi 1947). Personaggio schivo e appartato, rappresenta un unicum nella poesia italiana di questi ultimi anni. La Cavalli, che in passato si è misurata anche con la traduzione di classici teatrali, propone una poesia diretta, intensamente drammatica, che si snoda in perfette e brevi immagini. La sua opera d'esordio, Le mie poesie non cambieranno il mondo (1974), già mostra che la dimensione poetica in cui l'autrice si muove è fatta di ironia, quotidianità e dolore, sentimento della diversità femminile, tutti temi che tornano in Il cielo (1981), in cui però biografia e poesia si scambiano continuamente di ruolo. È del 1992 Poesie (1974-1992), un volume che, oltre a riproporre i primi due libri, presenta una nuova raccolta, L'io singolare tutto mio, in cui la Cavalli allenta la tensione emotiva ricorrendo a una più semplice tessitura lessicale. Il racconto Ritratto (1992) è apparso nell'antologia Narratori delle riserve (1992), curata da G. Celati. Nel 1997 ha tradotto Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare e, nel 1999, ha vinto il premio Viareggio con la raccolta Sempre aperto teatro. Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie Pigre divinità e pigra sorte. Nel 2013 ha pubblicato la sua ultima raccolta poetica intitolata Datura. 

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