De Republica

opera di Cicerone, in sei libri, edita nel 51 a. C. Fu scoperta agli inizi dell'Ottocento dal cardinale Angelo Mai. Fino ad allora era noto soltanto il sesto libro, il cosiddetto Somnium Scipionis. Il dialogo si apre a una fitta schiera d'interlocutori: Scipione Emiliano, Lelio Minore, Q. Muzio Scevola, M. Manilio, L. Furio Filo, Q. Tuberone, Sp. Mummio, P. Rutilio Rufo e C. Fannio. Cicerone si riallaccia alla Repubblica di Platone, ma le contrappone la tradizione romana. Egli esamina i tre tipi di governo (monarchia, aristocrazia e democrazia) e vede nella repubblica romana il contemperamento ideale di queste tre formule.

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