Deutscher Werkbund

(Associazione tedesca del lavoro), associazione di architetti, critici, imprenditori, sorta in Germania nel 1907. Il gruppo, divenuto nel primo decennio del sec. XX il punto di riferimento ideologico principale dei maestri del Movimento Moderno, venne fondato dal critico H. Muthesius, il cui libro Das Englische Haus (1905) aveva contribuito allo svecchiamento della cultura architettonica tedesca. Nel Deutscher Werkbund Muthesius tentò di fondere i problemi più generali – rapporto tra progettazione architettonica e mondo dell'industria – della contemporanea cultura architettonica con la rinnovata attenzione verso alcuni settori della moderna industria tedesca per i problemi del design, della progettazione e produzione di alcuni beni di consumo di massa. Tale attenzione si era tradotta – come testimonia l'assunzione di P. Behrens , quale consulente della società AEG, o l'incarico dato a B. Taut dalla Stahlverksverband – in un rapporto stretto tra architetti e grande industria, secondo quanto preconizzato da K. Schmidt, direttore delle Deutsche Werkstätten di Hellerau, all'inizio del secolo. Intorno al Deutscher Werkbund ruotò l'opera di architetti come P. Behrens, W. Gropius, A. Meyer (questi ultimi progettisti di alcuni edifici famosi all'Esposizione del Werkbund di Colonia del 1914), M. van der Rohe, B. Taut, H. van de Velde, ecc. L'esperienza condotta in Germania acquistò valore internazionale in pochi anni: del 1910 è la fondazione del Werkbund austriaco e del 1913 quella del Werkbund svizzero. Durante la Repubblica di Weimar l'attività del Deutscher Werkbund culminò nella realizzazione del quartiere sperimentale Weissenhof a Stoccarda (1927), dove si tenne la seconda mostra internazionale, perdendo però progressivamente incisività nel quadro dello sviluppo del Movimento Moderno.

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