Diplòpodi

sm. pl. [da diplo-+-podo]. Classe (Diplopoda) di Artropodi Atelocerati, detti comunemente millepiedi, caratterizzati da corpo cilindrico o appiattito dorso-ventralmente, il cui tegumento è irrobustito da depositi calcarei. Il capo presenta antenne brevi rigonfie all'estremità, un paio di mandibole e un solo paio di mascelle (gnatochilario). Il tronco è uniforme e costituito da un gran numero di segmenti, dei quali il primo (collo) è privo di zampe, i successivi tre portano un paio di zampe ciascuno e ciascuno dei rimanenti due paia di zampe, derivando dalla fusione di una coppia di metameri (diplosegmenti). In alcuni Diplopodi possono mancare le zampe anche da uno o più segmenti terminali. Molte specie possiedono ghiandole repellenti. Se ne possono riconoscere quattro distinti tipi morfologici, chiamati rispettivamente juloide, polidesmoide, glomeroide e polixenoide. Il primo tipo ha corpo molto allungato e cilindrico, piuttosto rigido; nel secondo tipo il corpo è sempre allungato, ma spesso più depresso e con espansioni laminari rigide ai lati dei tergiti. Nel tipo glomeroide il corpo è più corto e massiccio e può avvolgersi a formare una palla (volvazione); infine nel tipo polixenoide i tegumenti sono poco consistenti e l'intero corpo è rivestito da lunghi peli. I sessi sono generalmente separati, anche se in alcune specie i maschi sono assenti e la riproduzione avviene solo per partenogenesi; lo sviluppo è indiretto e avviene per anamorfosi, con l'aggiunta di nuovi segmenti durante le 7-12 mute necessarie per raggiungere la maturità. I Diplopodi sono tipici della lettiera delle foreste e, più generalmente, di ambienti umidi che ricercano per sfuggire alla disidratazione. La classificazione dei Diplopodi è ancora oggi alquanto caotica; si contano circa 115 famiglie raggruppate in 12 ordini.

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