Picnogònidi

sm. pl. [sec. XIX; da picno-+greco góny, ginocchio, arto]. Classe (Pycnogonida) di Artropodi Chelicerati marini, detti anche Pantopodi, che annovera circa cinquecento specie comunemente note come ragni di mare per via del considerevole sviluppo delle zampe. Prevalentemente non più grandi di 1 cm, possono talvolta misurare alcuni decimetri fra le estremità divaricate delle zampe. Hanno corpo sottile e segmentato con bocca aperta anteriormente all'estremità di una proboscide e quattro occhi portati su un tubercolo dorsale; posteriormente è presente un breve addome. Oltre a un paio di cheliceri, talvolta assenti, e a uno di pedipalpi anteriori, il corpo reca un paio di zampe ovigere, o ovigeri, e da quattro a sei paia di zampe ambulatorie. Le zampe ovigere sono più sviluppate nei maschi e trasportano le uova. All'attacco delle zampe ambulatorie, che hanno otto articoli, il corpo presenta caratteristici prolungamenti laterali. L'addome è privo di appendici. L'intestino presenta ciechi laterali che penetrano nelle zampe, come pure le gonadi. Il sistema nervoso, che presenta protocerebro, tritocerebro e catena gangliare ventrale è simile a quello degli altri Chelicerati. Hanno sessi separati e fecondazione esterna; le uova vengono raccolte dal maschio e trasportate con gli ovigeri fino alla schiusa. Lo sviluppo, indiretto, porta a una larva detta protoninfa. Predatori di coralli, briozoi e spugne, dei quali suggono i tessuti con la proboscide, i Picnogonidi sono tutti marini, prevalentemente di acque fredde e distribuiti dalla zona litorale fino a grandi profondità. I Picnogonidi possono essere suddivisi in 4 ordini: Colossendomorfi, Ninfonomorfi, Ascorincomorfi, Picnogonomorfi. Due soli generi sono noti allo stato fossile nei terreni del Devoniano inferiore della Germania: Paleopantopus e Paleoisopus.

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