Felino

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comune in provincia di Parma (16 km), 185 m s.m., 38,31 km², 7197 ab. (felinesi), patrono: Madonna della Candelora (2 febbraio).

Centro alla destra del torrente Baganza. Nel sec. IX appartenne ai Suppone, fu poi infeudato dall'imperatore e re d'Italia Lotario al conte Maginfredo. Nel 1186 passò ai Roggeri, quindi ai Rossi che tennero la signoria fino al 1482, quando le truppe di Ludovico il Moro danneggiarono il castello. Il feudo passò a Pietro di Rohan e a varie signorie tra cui i Pallavicino, gli Sforza di Santa Fiora, i Masi e i Lampugnani.§ Il castello è integro nello schema quattrocentesco di robusta costruzione, con mura a picco su un profondo fossato, bastioni che uniscono i torrioni e una torretta centrale a difesa dell'unica porta d'ingresso. La chiesa di Sant'Ilario di Baganza ha ancora parte della muratura, l'abside e decorazioni dell'originario edificio romanico (sec. XII), e conserva una croce astile del sec. XVI e un altare ligneo del XVII.§ Nell'economia prevale la lavorazione delle carni suine (si produce un famoso salame tipico), con allevamenti e indotto industriale di attrezzature per il settore alimentare; altre aziende operano nei settori meccanico, dei serramenti, della lavorazione dei metalli. L'agricoltura produce cereali, pomodori e frutta.

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