Isèlla, Dante

filologo e storico della letteratura italiano (Varese 1922-2007). Docente di letteratura italiana nelle università di Catania e di Pavia e al Politecnico di Zurigo, direttore di varie collane editoriali e, con altri, della rivista Strumenti critici, Isella si è dedicato soprattutto a studi su Porta (edizione critica delle Poesie, 1955-56; edizione dell'almanacco giovanile El lavapiatt del Meneghin ch'è mort, 1960). A lui si devono inoltre fondamentali studi sulla letteratura milanese in lingua e dialetto: edizione delle Note azzurre di C. Dossi (1964) e del Teatro milanese di C. M. Maggi (1964); edizioni critiche del Giorno (1969) e delle Odi (1975) di Parini; riedizione aggiornata de La desinenza in A di C. Dossi (1981); I lombardi in rivolta (1984). Ha curato l'edizione critica (1988-92) delle Opere di C. E. Gadda e, nel 1992, ricostruendolo da appunti, L'imboscata di B. Fenoglio, poi pubblicato nell'edizione completa delle Opere; nel 1994 ha pubblicato L'idillio di Meulan. Da Manzoni a Sereni. Approdo di una lunga frequentazione e amicizia con Montale, il commento a Le Occasioni del poeta genovese (1996) dà spazio all'analisi linguistica ed esegetica, metrica e timbrica, senza tralasciare gli elementi biografici e la loro incidenza sul lavoro poetico. Iin qualità di esperto, ha poi scoperto e pubblicato un racconto inedito di Carlo Dossi dal titolo Bacio perduto, che avrebbe dovuto far parte della Vita di Alberto Pisani, romanzo pubblicato dal Dossi nel 1870. È membro dell'Accademia della Crusca, dell'Accademia dell'Arcadia, dell'Accademia di Brera e dell'Accademia dei Lincei.

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