(greco Lésbos o Lésvos.). Provincia (nomós) della Grecia, nella regione Egeo Settentrionale, 2154 km², 107.050 ab. (stima 2005), 50 ab./km², capoluogo Mitilene.

Generalità

Isola greca del Mar Egeo, situata presso la costa occidentale della Turchia (da cui la separa lo stretto di Mitilene), di fronte al golfo di Edremit; è la maggiore delle Isole Egee; il nomós a cui dà il nome comprende anche le isole di Lemno, Agióstrati e alcune isolette minori. Prevalentemente montuosa (monte Òlympos, 967 m), ha coste molto articolate, soprattutto nel settore meridionale dove si aprono i profondi golfi di Kallone e di Géras. Agricoltura, pesca e artigianato del legno. Sorgenti termali. Turismo. In greco, Lésbos o Lésvos.

Storia

Abitata fin dal III millennio da popolazioni non greche affini a quelle della vicina Asia Minore (la leggenda parlava di Pelasgi), l'isola appare abitata in età greca da genti parlanti un dialetto simile a quello tessalico, con infiltrazioni beotiche. Il fertile suolo e il clima dolce permisero, fin dall'antichità, lo sviluppo dell'agricoltura e la formazione di numerosi agglomerati urbani, fra cui in particolare le città di Mitilene, Metimna, Ereso, Antissa e Pirra. Il commercio marittimo e l'azione colonizzatrice verso le coste dell'Asia Minore, sulla costa tracia e in Egitto (Naucrati), favorirono e stimolarono con ogni probabilità l'intensa vita intellettuale e culturale fra i membri delle classi aristocratiche dell'isola in quella che fu per Lesbo l'età del suo massimo splendore, vale a dire la fine del sec. VII e l'inizio del VI. In quest'epoca vissero infatti i poeti Arione, Saffo, Alceo e il legislatore Pittaco. In epoca più recente Lesbo può vantare una notevole tradizione in campo filosofico: Teofrasto ebbe i suoi natali a Ereso, nel sec. IV Aristotele ed Epicuro, nel sec. I Cratippo soggiornarono per un certo periodo di tempo nell'isola. Le vicende storiche di Lesbo si identificano in larga parte con le vicende di Mitilene, suo centro principale. La città, governata probabilmente in origine da una monarchia e poi retta da un'oligarchia, sopportò cruente lotte intestine fra le varie famiglie di nobili: lotte la cui eco ci è conservata nelle opere di Saffo e di Alceo. Soggiogata dai Persiani, nel 477 entrò a far parte della Lega Delio-Attica. Ribellatasi ad Atene nel 427, fu sconfitta e il suo territorio fu suddiviso fra cleruchi ateniesi. Passata a Sparta dopo il 405, Lesbo tornò agli Ateniesi dopo il 394 ed entrò nel 377 nella II Lega Ateniese. In età ellenistica si sottomise ad Alessandro Magno (334) e passò poi ai Tolomei. Dopo la guerra siriaca cadde sotto il controllo di Roma, a cui si sottrasse per pochi anni durante le guerre mitridatiche (88-79 a. C.).

Archeologia

A Thermi, sulla costa orientale, si è scavata una città preistorica del III millennio a. C. che rientra nell'orizzonte culturale del primo bronzo anatolico; le mura di cinta con torri e bastioni appartengono allo strato più recente (ca. 2000 a. C.). In età storica Lesbo elaborò particolari forme architettoniche, tra cui il capitello eolico e la modanatura detta lesbia, con motivo di lance e di foglie. Oltre ai monumenti di Mitilene sono da ricordare ad Antissa (Ovriokastro) due edifici absidati, probabilmente due templi dei sec. X-IX e VIII-VII a. C., oltre a resti della città classica ed ellenistica; a Mesa il tempio ellenistico di Afrodite; a Bresa il tempietto dorico del sec. I a. C. di Dioniso Bresaios, con architrave ornato a rilievo.

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