Nonàntola

Indice

comune in provincia di Modena (10 km), 24 m s.m., 55,40 km², 12.530 ab. (nonantolani), patrono: san Silvestro (31 dicembre).

Centro alla destra del fiume Panaro. Antica colonia romana (Nonantula) fu devastata dalle invasioni barbariche e da alcune calamità naturali e occupata da Liutprando. Nel 751-752 Anselmo, già duca del Friuli e cognato del re Astolfo, vi fondò una abbazia benedettina che presto divenne uno dei principali centri culturali dell'Italia medievale, mantenendo una certa importanza anche nel Rinascimento e nel periodo barocco. Fortificata insieme al borgo circostante dopo l'invasione degli Ungari (899), nel corso della lotta per le investiture divenne possesso di Matilde di Canossa. A lungo contesa tra bolognesi e modenesi, cui passò nel 1203, nel 1411 Nonantola fu inglobata nella signoria di Niccolò III d'Este. § Lo schema della chiesa abbaziale di San Silvestro, ricostruita nei sec. XVII-XVIII e riportata alle originarie forme romaniche nel 1921, a tre navate su pilastri, con presbiterio rialzato e cripta e facciata con protiro, riprende quello del duomo di Modena. Di particolare interesse le sculture degli stipiti e della lunetta del portale (1121), della scuola di Wiligelmo. La biblioteca dell'abbazia era tra le più importanti del tempo della rinascenza carolingia grazie anche a un fiorente scriptorium; nel sec. XV ebbe una propria tipografia che produsse nel 1480 un Breviarium. Dalla dispersione, iniziata durante il Rinascimento, si sono salvati solo pochi preziosi manoscritti miniati e reliquiari. § L'agricoltura produce cereali, uva, frutta, barbabietole e foraggi per l'allevamento bovino; vi si affianca l'industria, attiva nei settori enologico, chimico, tessile e della maglieria, delle attrezzature oleodinamiche e medicali, delle macchine utensili e agricole, dei distributori automatici, della lavorazione di legno e metalli, dei manufatti per l'edilizia, degli imballaggi, dell'abbigliamento; vi sono centri e depositi commerciali.