Quàdrio, Maurìzio

patriota italiano (Chiavenna 1800-Roma 1876). Iniziato alla setta dei Federati Italiani, partecipò ai moti piemontesi del 1821. Esule in Spagna, in Svizzera e in Russia, nel 1830 combatté tra gli insorti polacchi rimanendo ferito. Nel 1834 ritornò in patria dove fu subito arrestato e condannato alla pena di morte poi commutata in un breve periodo di carcerazione e sottoposto a libertà vigilata sino al 1838. Accostatosi quindi a Mazzini, durante le Cinque giornate di Milano fu commissario del governo provvisorio in Valtellina; passò poi in Toscana (1849) dove venne nominato da Guerrazzi segretario del triumvirato e infine a Roma dove combatté per la Repubblica. Riparato a Londra, strinse ulteriormente i rapporti con Mazzini e fu tra gli organizzatori dei moti del 1853 a Milano e del 1857 a Genova e Livorno. Nel 1859 rientrò definitivamente in Italia, ma a causa delle idee intransigentemente repubblicane non partecipò né alla guerra d'indipendenza né alla spedizione in Sicilia di Garibaldi al quale anzi rinfacciò più volte con veemenza di aver ceduto alla monarchia. Giornalista efficace e polemicamente impetuoso, collaborò alla mazziniana Italia del popolo e alla rivista Pensiero e Azione, dal 1860 al 1871 diresse l'Unità Italiana e successivamente la romana Emancipazione.

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