Rubièra

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comune in provincia di Reggio nell'Emilia (13 km), 53 m s.m., 25,30 km², 11.458 ab. (rubieresi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro posto alla sinistra del fiume Secchia. Dopo la sottomissione a Matilde di Canossa fu sempre al centro di aspre lotte, signorie e alleanze: fu possesso dei Boiardo dal 1284 al 1423, della Chiesa, dei Pio di Carpi e infine entrò nei domini estensi.§ Della rocca, eretta nel Medioevo e fortificata dagli Estensi, rimangono poche strutture. Rinascimentale è il palazzo Sacrati, sede del comune, mentre la parrocchiale dei Santi Donnino e Biagio (sec. XVIII) conserva un reliquiario del sec. XVI. Nei dintorni è la pieve dei Santi Faustino e Giovita: conserva poche tracce delle strutture originarie, di epoca matildica, nell'abside e nella navata, con un affresco del sec. XIII. In località Ospitale è la chiesa di Santa Maria (sec. XVI), con tracce di affreschi del Garofalo (1543).§ Parte dell'economia è ancora legata all'agricoltura con coltivazioni di cereali, uva e foraggi per l'allevamento di suini e bovini da latte per produzione casearia. L'industria è sviluppata nei settori meccanico (macchine utensili, agricole, stradali, tubi), componentistico, delle piastrelle, dell'elettronica industriale, degli imballaggi, dei mangimi, del calcestruzzo, dell'arredamento, dell'abbigliamento, della lavorazione della gomma, delle materie plastiche e dei metalli; notevoli anche le attività di trasporto e stoccaggio merci.

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