Signa

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comune in provincia di Firenze (17 km), 96 m s.m., 18,81 km², 18.526 ab. (signesi), patrono: beata Giovanna (lunedì di Pasqua).

Centro situato al margine occidentale del bacino di Firenze, alla confluenza del fiume Bisenzio nell'Arno. Il castello è citato per la prima volta nel 978. Il borgo, in posizione nevralgica perché vicino all'unico ponte nel tratto dell'Arno tra Firenze e Pisa, nel 1325 fu devastato da Castruccio Castracani e poco dopo ricostruito sotto Firenze, di cui seguì sempre le sorti.§ La parte più antica dell'abitato, che è situata sul colle, conserva i resti della cinta muraria e la chiesa di Santa Maria in Castello, menzionata già nel sec. VIII. Più in basso sorge la romanica pieve di San Giovanni Battista, rimaneggiata più volte dal Quattrocento al Seicento, che conserva affreschi quattrocenteschi del Maestro di Signa. Fuori le mura si trova la pieve di San Lorenzo o pieve Vecchia, del sec. X, che custodisce un pulpito marmoreo con tarsie (sec. XI), affreschi di scuola fiorentina del Trecento e il sarcofago della beata Giovanna da Signa dipinto da Pietro da Gambassi (1437).§ L'industria è attiva nei settori tessile, delle confezioni, dei cappelli, delle calzature, chimico, meccanico, della lavorazione della paglia, conciario e ceramico. Si coltiva la vite e si producono cereali, ortaggi, frutta e foraggi.

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