Spilambèrto

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comune in provincia di Modena (16 km), 69 m s.m., 29,52 km², 12.826 ab. (spilambertesi), patrono: san Giovanni Battista (24 giugno).

Centro situato sulla sinistra del fiume Panaro. Sorto come luogo fortificato a difesa del passaggio sul Panaro, appartenne all'abbazia di Nonantola e fu feudo di Bonifacio di Toscana e di Matilde di Canossa. In seguito fu possesso del comune di Modena, che fece ricostruire il castello, dei Pico della Mirandola e quindi degli Estensi, che lo affidarono ai Beccafava e ai Rangoni.§ L'abitato, con impianto medievale, conserva una rocca, più volte ricostruita ma ancora imponente, di fronte alla quale sorge un torrione del sec. XIII. La chiesa di Sant'Adriano, costruita nel 1210 ma rimaneggiata, custodisce un dipinto di Jacopo Zoboli (1714).§ L'economia si basa sull'agricoltura (mele, ciliege, uva da vino, cereali, foraggi), l'allevamento bovino e suino e l'industria, attiva nei settori meccanico (attrezzature per luna park, impianti industriali per imballaggio e confezionamento), chimico (detersivi e detergenti per uso domestico, agricolo e industriale), alimentare (caseifici, salumifici), della ceramica, del legno, dei manufatti per l'edilizia, dell'abbigliamento e indotto. È centro di produzione del tradizionale aceto balsamico di Modena.

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