Vestignè

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comune in provincia di Torino (49 km), 235 m s.m., 12,08 km², 530 ab. (vestignesi), patrono: san Germano (prima domenica di settembre).

Centro del Basso Canavese, ai piedi delle alture moreniche che fiancheggiano il corso della Dora Baltea. Nel 1014 vi fu fondato il monastero della Cella. In epoca medievale appartenne ai marchesi e poi ai vescovi di Ivrea; passò in seguito ai marchesi del Monferrato, che lo concessero in feudo ai conti di Valperga di Masino. Dal 1391 fu sotto la giurisdizione dei Savoia.§ Delle antiche mura restano alcuni tratti e un fortino detto “La Torretta”. La cosiddetta “casa della Cella” appartenne all'antico monastero, fiorente dal sec. XI al XV; nell'annessa chiesa è conservata una tela quattrocentesca. I due ponti in pietra sul Naviglio d'Ivrea, che lambisce l'abitato, risalgono alla seconda metà del sec. XV. La parrocchiale, dedicata all'Assunta e a San Germano, è ottocentesca.§ Centro tradizionalmente agricolo, ha produzioni differenziate fra la zona collinare, dove si coltivano viti, e quella pianeggiante, fertile e ben irrigata, dove si pratica la cerealicoltura; sviluppato è anche l'allevamento bovino, con la collegata produzione di lattiero-casearia.

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