aerotrèno

sm. [aero-+treno]. Veicolo adatto a muoversi lungo una speciale rotaia, sollevato a pochi centimetri dal piano di questa, per mezzo di sistemi a cuscino d'aria. Concepiti quali mezzi di trasporto rapidi, potendo superare i 400 km/h, gli aerotreni sono ancora in fase sperimentale sia per gli elevati costi iniziali della messa in opera della linea sia per le difficoltà incontrate nel sistema di propulsione. La linea, dato il tipo di sostentazione, deve avere una minima pendenza: è costituita da una monorotaia in cemento armato, a forma di T rovesciata, poggiante direttamente sul terreno oppure su piloni anch'essi in cemento armato: questa seconda soluzione permette il sovrappasso delle costruzioni incontrate lungo il tracciato della linea. Il convoglio può essere posto a cavallo della rotaia oppure sospeso a questa: il cuscino d'aria ha infatti la sola funzione di sostenere il veicolo in moto eliminando l'attrito col mezzo sul quale corre . I getti d'aria per la sostentazione vengono pertanto disposti nella parte del veicolo adiacente la rotaia e diretti in modo che la spinta dell'aria sia ben distribuita; l'aria viene compressa da potenti compressori. La propulsione viene assicurata o con turboeliche (o più recentemente anche con turbogetti) del tipo usato per gli aeroplani, o con motori elettrici lineari: le turboeliche permettono all'aerotreno velocità fra i 300 e i 400 km/h ma sono eccessivamente rumorose; i motori lineari, molto silenziosi, consentono velocità fra i 150 e i 200 km/h e sono mezzi di trasporto di grande comfort in quanto evitano i sobbalzi e gli scossoni tipici dei mezzi su ruote. § Dopo il primo aerotreno ideato nel 1967 dal francese Bertin, nel settembre 1969 venne messo in funzione un treno bloccato lungo un percorso di 18 km della linea Orléans-Parigi, servito da un convoglio capace di 80 posti, spinto a 300 km/h da due turbine a gas che azionavano una grande elica; sempre sulla stessa linea vennero raggiunte velocità d'ordine aeronautico, superiori ai 500 km/h, in condizioni ottimali di sicurezza. Gli alti costi del materiale e della manutenzione degli impianti, uniti all'eccessiva rumorosità, hanno portato in Francia all'abbandono del progetto. Gli studi e le sperimentazioni, però, continuano in vari altri Paesi, tra cui il Giappone e gli Stati Uniti.

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