andatura

Indice

Lessico

sf. [sec. XIII; da andare (verbo)].

1) Maniera di camminare, d'incedere: “coll'andatura guardinga del cane avvezzo alle sassate” (Verga); portamento: andatura maestosa, eretta. Fig., svolgimento, andamento, intonazione (specialmente riferito allo stile): “questo libro ha, in qualche pagina, l'andatura della predicazione” (Papini).

2) Velocità, ritmo: andatura sostenuta; non reggere all'andatura. Nel linguaggio sportivo: fare l'andatura, portarsi in testa durante una corsa regolando la velocità degli altri concorrenti.

3) Modo di navigare che per le navi a vela tiene conto dell'angolo formato dalla direzione del vento con la prora e per quelle a motore del regime dei motori.

Medicina

Complesso degli atteggiamenti dinamici del corpo che si realizzano nella deambulazione, caratteristica molto importante per la diagnostica neurologica e ortopedica. Tra le principali andature determinate da deformazioni anatomiche o da disturbi neurologici, ricordiamo: andatura accelerante, tipica degli stati parkinsoniani con contratture extrapiramidali, è un'andatura che diventa accelerata involontariamente e progressivamente; andatura anserina, presente nelle miopatie, è caratterizzata dall'inclinazione del bacino a ogni passo, dal lato della gamba che si è spostata in avanti; andatura atassica, propria delle diverse forme di atassia locomotrice, cerebellare e tabetica, è un'andatura titubante da ubriaco, strisciante sui talloni; andatura antalgica, presente nella sciatica, nelle malattie osteo-articolari dell'anca e del ginocchio, è caratterizzata da inclinazione della colonna vertebrale, atta a evitare che il peso del corpo gravi sull'arto leso; andatura a piccoli passi, osservabile nella sindrome pseudobulbare, è lenta ed esitante; andatura extrapiramidale, tipica del parkinsonismo, è caratterizzata dalla difficoltà della messa in movimento e dell'arresto, con tronco proteso in avanti, passi ravvicinati e strascicati, mancanza o diminuzione dei movimenti automatici delle braccia; andatura falciante, osservabile nelle emiplegie spastiche, durante la quale il malato s'inclina fortemente dal lato sano per sollevare l'arto paralizzato, che viene portato in avanti, con un movimento ad arco, sfiorando spesso il suolo con il margine interno dell'avampiede; andatura spastica, detta anche da gallinaceo, tipica delle paraplegie spastiche, è strascicata o saltellante; andatura steppante, presente nelle nevriti o polinevriti con paralisi dei muscoli della regione antero-interna della gamba, è caratterizzata dal fatto che la punta del piede pende e striscia sul suolo a ogni passo, se l'infermo non solleva esageratamente la coscia.

Sport

Genericamente, ritmo di marcia o di corsa di un atleta, di un animale o di una macchina. In partic.:A) nella ginnastica, movimento combinato di marcia, di corsa e di esercizi elementari degli arti inferiori. I principali tipi di andature sono: andatura a balzi, successione di piccoli salti eseguiti lanciando alternativamente in avanti le gambe distese; andatura con affondi, eseguita con affondo della gamba che compie il passo; andatura con flessione, eseguita sulle punte dei piedi, flettendo al massimo le ginocchia; andatura con flessione e slancio, eseguita con flessione indietro della gamba sulla coscia, sua distensione per basso e slancio in alto per avanti; andatura con flessione e spinta, come l'andatura con flessione con aggiunta della spinta in avanti dell'arto e suo appoggio a terra; andatura con piegata, eseguita piegando a ogni passo l'arto che si porta avanti, mentre l'altro rimane disteso; andatura con slancio indietro della gamba che si muove per compiere il passo; andatura sugli avampiedi, con i talloni sollevati al massimo e con ginocchio rigido e sciolto; andatura sui talloni, eseguita con ginocchia rigide, a cadenza lenta e con passi brevissimi.B) Nell'ippica, portamento, modo di camminare o di correre del cavallo, al passo, al trotto, al galoppo, ecc. Le andature del cavallo (come di altri quadrupedi) sono naturali se compiute istintivamente; acquisite quando derivino da educazione, fatica, sopravvenute imperfezioni fisiche; artificiali se conseguenti a particolare addestramento (trotto e galoppo da corsa, ambio); camminate, se il cavallo, muovendosi, mantiene sempre il contatto con il suolo; saltate se, invece, per qualche istante rimane staccato dal suolo; alte o basse a seconda che il centro di gravità si sposti più o meno verso l'alto; allungate o accorciate a seconda che il movimento degli arti raggiunga o meno la massima estensione; diagonali o laterali a seconda che gli appoggi si susseguano per bipedi diagonali o laterali.

Marina

Per le navi a propulsione meccanica le andature indicano il regime di funzionamento dell'apparato motore e quindi, corrispondentemente, le velocità raggiungibili. Nella pratica si usano distinguere le andature di manovra e quelle di navigazione normale. Le prime comprendono le andature di marcia avanti e quelle di marcia addietro, entrambe normalmente distinte in adagio, mezza forza, tutta forza. In base alle esigenze di manovra di ogni nave, vengono scelti i valori di potenza all'asse ai quali corrispondono le predette denominazioni; queste sono indicate sui telegrafi di macchina, che consentono la trasmissione degli ordini dalla plancia al locale macchine. Le andature di navigazione normale sono generalmente date in giri al minuto dell'elica. Le navi mercantili mantengono l'andatura normalmente prossima a quella di tutta forza, mentre le navi militari vengono di solito progettate per due particolari andature tra loro molto diverse: quella di crociera e quella di tutta forza. L'andatura di crociera è determinata in modo da raggiungere la massima autonomia senza ridurre le qualità operative della nave; generalmente corrisponde a una potenza dell'apparato motore molto minore di quella massima. Normalmente le navi militari navigano ad andature intorno ai valori di crociera. Nelle navi a propulsione a vela, le andature dipendono dall'angolo che forma la direzione del vento con la prora e quindi con la rotta del natante. Raramente un'imbarcazione a vela può stringere il vento sotto angoli inferiori a 40º: questo valore si riferisce solo a buone imbarcazioni da regata; le imbarcazioni di caratteristiche medie presentano valori superiori, mentre le navi a vela in genere stringono il vento fino a ca. quattro quarte (cioè 45º) se munite di vele auriche e fino a ca. 70º se munite di vele quadre. Le modalità dell'a. di una nave a vela sono essenzialmente tre: l'andatura stretta si ha quando la prora della nave forma con la direzione del vento un angolo compreso fra 45 e 65º; l'andatura stretta viene designata, con l'aumentare dell'angolo, con i termini bolina stretta, bolina, bolina larga. L'andatura portante si ha quando il suddetto angolo varia fra i 65 e i 165º e comprende, in funzione dell'aumento dell'angolo, i tipi designati andatura al traverso, detta anche a mezza nave (quando l'angolo è di 90º), andatura al lasco, andatura al gran lasco o al giardinetto; in quest'ultimo caso il vento proviene da una direzione intermedia fra traverso e poppa. L'andatura in poppa o a fil di ruota si ha quando il vento investe la nave da poppa.

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