auricoloterapìa

sf. [auricolo+terapia]. Variante dell'agopuntura basata sul presupposto che nell'orecchio sia possibile tracciare una mappa di punti corrispondenti a tutti i sistemi corporei. Già la medicina tradizionale cinese attribuiva grande importanza a quest'organo, attraversato dai principali meridiani. All'inizio del XX sec. le antiche teorie orientali sono state riprese e perfezionate dal medico francese Paul Nogier, considerato il padre dell'auricoloterapia moderna, che nell'orecchio ha individuato trenta punti d'inserzione su cui agire per ottenere una reazione in altre parti dell'organismo. La stimolazione può avvenire manualmente, con l'ausilio di aghi oppure mediante l'impiego della corrente elettrica e del laser. In Occidente questa terapia, che trova impiego soprattutto nella cura delle dipendenze e dei disturbi alimentari, non ha ottenuto alcun riconoscimento ufficiale e viene giudicata priva di convalida scientifica da chi pratica la medicina ortodossa.

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