Lessico

Sf. [sec. XII; latino corōna, che risale al greco koronē].

1) Ornamento in forma di cerchio, spesso di metallo prezioso con gemme, che si pone sul capo, in segno di dignità reale o nobiliare: corona di conte, di barone; per estensione, l'autorità, il titolo di re: prendere, deporre la corona; cingere la corona, essere, diventare re; il re, la casa regnante, l'istituzione regia: il patrimonio, i beni della corona; discorso della corona, quello che il re pronuncia all'inizio di ogni legislatura.

2) Ghirlanda, serto intrecciato di fiori, fronde e simili: una corona di rose; corona di fiori d'arancio, quella usata dalle spose; corona funebre, quella che si pone su tombe e monumenti per onorare i caduti; corona d'alloro, quella data ai vincitori di gare poetiche e, per estens., il simbolo della gloria poetica; riportare la corona, essere vincitore di una gara; la corona del martirio, fig., la gloria dei martiri della fede; corona di stelle, giro di stelle intorno al capo della Vergine.

3) Serie di cose in qualche modo collegate fra loro: una corona di peperoncini rossi; “due stupende corone di denti bianchi” (C. E. Gadda); in particolare, la fila di grani, di legno o altro materiale, che si fa scorrere fra le dita recitando il rosario; il rosario stesso: “ti prese tra i due ceri e le corone / quel sonno?” (Pascoli). Per estensione, raccolta di componimenti letterari: una corona di sonetti.

4) Insieme di persone o cose disposte a cerchio: “gli fece trovare una corona di commensali” (Manzoni); “Una vela tra corone di scogli sommersi” (Montale).

5) La parte più alta e folta della chioma degli alberi: “vedevo... qualche corona d'albero in fiore” (Svevo).

6) Nel linguaggio tecnico e scientifico, struttura di organi, disposizione di elementi, configurazione di fenomeni che presentino analogie formali con una corona: A) in anatomia, corona dentaria, la parte del dente che sporge dalla gengiva ed è quindi visibile; corona radiata o raggiata, il complesso delle fibre nervose che collegano la corteccia cerebrale ai sottostanti nuclei di sostanza grigia. B) In medicina, corona di Venere, manifestazione papulosa della sifilide secondaria con localizzazione alla fronte o al margine del cuoio capelluto. C) In botanica: a) insieme di appendici o linguette disposte in circolo e più o meno staccate o aderenti fra loro, che in talune piante sormonta la fauce della corolla o del perigonio, simulando una specie di verticillo supplementare. b) La base o i lembi del calice che persistono nel frutto di alcune Rosacee e nel melograno (Punica granatum della famiglia Litracee); anche il ciuffo di foglie dei frutti dell'ananasso. c) Nelle alghe della famiglia Carofite dicesi corona la serie di 5 o 10 cellule che sovrastano l'oosfera nella nucula. d) Innesto a corona, quello che si effettua incassando la marza, tagliata obliquamente alla base, sotto la corteccia del soggetto, in precedenza troncato, mediante tagli longitudinali praticati nella corteccia medesima. e) Ceduo a corona, tipo di bosco ceduo, detto anche comunemente ceduo a scamollo. D) In architettura, vedi gocciolatoio. E) In oreficeria, parte superiore di una pietra preziosa tagliata a brillante, costituita da 33 facce. F) In orologeria, lo stesso che bottone. G) Nei proiettili di artiglieria di medio e grosso calibro, anello in bronzo o in lega antifrizione collocato intorno alla base e avente lo scopo di intagliarsi nella rigatura. H) Nell'industria mineraria, corona di galleria, parte più alta del profilo di uno scavo, per esempio il soffitto di una camera; corona di perforazione o tagliatore, utensile perforante delle sonde a rotazione. I) In tecnologia meccanica, anello che costituisce la parte periferica di un elemento rotante. La corona può essere caratterizzata dal materiale con cui è costruita (per esempio, corona in materiale di frizione, usata nelle trasmissioni per attrito), dalla sua superficie, che può essere liscia, scanalata, dentata (per esempio, nelle trasmissioni con ingranaggi) e dalla sezione che dipende dalla funzione della corona (per esempio, nei volani le corone devono avere notevole sezione per assicurare un elevato momento d'inerzia). Nei cuscinetti di rotolamento è detto corona l'insieme delle sfere o dei rulli i cui centri stanno sullo stesso piano. Nel differenziale degli autoveicoli è l'anello dentato solidale alla periferia della scatola del differenziale stesso, permanentemente impegnato con il pignone solidale all'albero di trasmissione .J) In geometria, corona circolare, figura piana compresa tra due circonferenze concentriche; ha superficie S=π(R²-r²) dove R e r con R>r sono i raggi delle due circonferenze. K) In astronomia, corona solare, la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, costituita essenzialmente di gas elettronico e di flussi di particelle cariche veloci poste in moto di allontanamento per effetto della pressione radiativa; corona galattica, lo stesso che alone galattico (vedi galassia) "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 23-25; vol. 4 pp 21-25" "Per approfondire vedi Gedea Astronomia vol. 1 pp 23-25; vol. 4 pp 21-25" . L) In meteorologia, macchia luminosa formata da anelli iridati che sembra circondare il Sole o la Luna; è un effetto dovuto alla diffrazione e riflessione della luce, che attraversa una nube sottile di media quota, provocate dalle goccioline d'acqua presenti. M) In elettrotecnica, effetto corona, scarica elettrica a effluvio dovuta a fenomeni di ionizzazione dell'aria, che si verifica per lo più attorno ai conduttori delle linee elettriche aeree ad alta e altissima tensione e che si manifesta con una luminescenza di colore azzurro-verdastro. L'effetto ha luogo quando la pressione elettrostatica, cioè la tendenza delle cariche a sfuggire dalla superficie del conduttore, supera la rigidità dielettrica dell'aria; si crea allora una guaina ionizzata attorno al conduttore, di spessore tale che lungo la superficie esterna della guaina vi è equilibrio fra la pressione elettrostatica, inversamente proporzionale al raggio di curvatura del conduttore, e la rigidità dielettrica. L'effetto corona, nelle linee ad alta tensione, deve essere contenuto, dato che provoca una dispersione di potenza legata al passaggio diretto di corrente da un conduttore all'altro. A questo scopo il diametro dei conduttori deve essere tanto più elevato quanto più alta è la tensione d'esercizio. 7) Monete col tipo della corona nel campo. Si dissero corona i soldi d'argento coniati da Roberto d'Angiò a Cuneo, i mezzi carlini di Ferdinando I di Napoli (con la lettera F sormontata da una corona), gli scudi d'oro di Carlo VIII. Corone e mezze corone d'oro e d'argento furono coniate in Inghilterra da Enrico VII fino agli inizi del sec. XX e, dopo il 1858, in Italia nel Lombardo-Veneto. Corona è anche il nome italiano di varie unità monetarie nazionali: della Danimarca e della Norvegia (krone), della Svezia e dell'Islanda (krona), della Repubblica Ceca e della Slovacchia (coruna), fino al 2008, dell'Estonia. Prima dell'adozione del sistema decimale, in Gran Bretagna era chiamato corona (crown) l'equivalente di 5 scellini. In Austria la corona fu in corso fino al 1922, in Germania fino al 1924.

8) In musica, segno (ô e ò) che, posto sopra una nota o una pausa, ne prolunga il valore per un tempo indeterminato. La durata può essere tuttavia regolata dal compositore mediante indicazioni come, per esempio, “lunga” o “breve”. È detto anche punto coronato.

Cenni storici: origini e simbologia

In origine la corona fu ricavata intrecciando rami d'albero e fin dalle più antiche società il suo significato fu posto in relazione con il carattere sacro attribuito all'albero nelle religioni primitive. Col passare dei secoli, la corona, che veniva posta sul capo di coloro, sacerdoti o re, il cui potere discendeva dalla divinità, pur mantenendo intatto il primitivo valore simbolico, si mutò nella materia e fu realizzata in oro o in argento . Ogni dio dell'Olimpo greco aveva diritto a corona della pianta a lui dedicata: la vite per Dioniso, la quercia per Zeus, il lauro per Apollo, l'ulivo per Atena. Dal sec. VI, corone d'ulivo furono premio simbolico agli atleti vittoriosi nei giochi olimpici; corone d'alloro, che in seguito divennero d'oro, ai vincitori delle gare drammatiche e poetiche. Nella stessa Grecia, e poi a Roma, la corona fu anche simbolo di un pubblico riconoscimento di meriti civili, politici o militari: ricompense al valore per i soldati dell'esercito romano, segno d'onore e di gratitudine al generale che celebrava il trionfo (corona trionfale, che il Senato conferì per primo a Cesare) o al cittadino verso il quale la patria aveva un debito di riconoscenza (la corona civica, data a Cicerone per aver salvato Roma dalla rivolta di Catilina).

Cenni storici: le prime corone metalliche

Le prime corone metalliche furono fedeli riproduzioni in oro o argento di quelle floreali; andarono poi progressivamente distinguendosi in vari tipi e fogge, con diverso valore e significato. Presso i Romani, per esempio, come decorazioni militari si usarono la corona rostrata e la corona castrensis, formate da un cerchio metallico con sporgenze di varia foggia, mentre gli imperatori sono spesso effigiati con il capo cinto dalla corona radiata, ossia a raggiera. Fin dai primi secoli della civiltà cristiana, le corone vennero disposte nelle chiese, come ex voto, e nelle iconografie ornarono simbolicamente il capo dei santi. La corona continuò a essere inoltre il segno della sovranità regale, considerata di investitura divina. In epoca bizantina i motivi di foglie e fiori realizzati con applicazioni di gemme su cerchi di metallo si stilizzarono in motivi astratti. Accanto alla corona costituita da un semplice cerchio aureo bordato di perle e adorno di pietre preziose, comparve inoltre quella che rappresentava l'unione del diadema imperiale con l'elmo e che fu usata anche dai re normanni di Sicilia, come è dimostrato dalla splendida corona rinvenuta nella tomba di Costanza d'Aragona (sec. XIII; Palermo, Tesoro della Cattedrale): in oro smaltato tempestato di zaffiri, granati, turchesi e perle, reca ai lati due preziosi pendenti derivati dai nastri che in origine si trovavano ai lati dei diademi. La corona divenne stabilmente emblema di autorità regia nel Medioevo, assumendo spesso anche significato sacrale, legato in alcuni casi a leggende, tradizioni, reliquie; l'esempio più noto è quello della corona ferrea, conservata nella cappella Zavattari del duomo di Monza, nel cui tesoro si trova anche la corona votiva della regina Teodolinda (sec. VII), splendido esempio di oreficeria barbarica in cui sono evidenti anche influssi dell'arte bizantina. La corona detta di Carlo Magno (sec. X; Vienna, Kunsthistorisches Museum) ha placche d'oro cuspidate e di diversa altezza, adorne di pietre preziose, smalti, filigrane; ha una banda trasversale ad arco ed è sormontata da una croce. In Francia, dal sec. XII, l'artigianato gotico arricchì la corona di larghi e, più tardi, fastosi ornamenti di fiori e foglie, dai quali derivò il giglio della famiglia regnante dei Valois. Al sec. XIV risale probabilmente la corona reale inglese della dinastia dei Plantageneti (Monaco, Residenzmuseum), caratteristica per i gigli d'oro ornati di rosette di perle, rubini, zaffiri. Nel sec. XV si usarono le corone costituite da un cerchio sormontato da punte terminanti con gemme. Dal sec. XVI in avanti si diffusero quelle formate da un cerchio adorno di pietre preziose sormontato da una calotta di velluto e quelle a forma di tiara, come la corona detta degli Asburgo (Vienna, Kunsthistorisches Museum), con gemme e ceselli, e quella imperiale di Napoleone I (Parigi, Louvre), di gusto neoclassico, ornata di cammei. Tipi particolari di corona si sono fissati, a partire dal sec. XVII, come simboli araldici che contraddistinguono i gradi o i titoli nobiliari (principe, duca, marchese, conte, visconte, barone). La corona nobiliare si pone isolata sopra lo scudo o sulla cima dell'elmo; è costituita da un cerchio d'oro liscio o arabescato sostenente ornamenti vari: fioroni caricati di perle, punte di lancia alternate a globetti, perle caricate su punte, ecc. Più tarde sono le corone delle province, delle città, dei comuni, costituite da un cerchio di mura (corone murale), aperto da più porte e sormontato da merli o torri merlate.

Cenni storici: ordini cavallereschi

Numerosissime case regnanti hanno istituito ordini cavallereschi intitolati alle rispettive corone. Tra quelli italiani, ricordiamo l'ordine della Corona di Ferro, istituito da Napoleone I nel 1805 in occasione e a celebrazione della sua incoronazione a re d'Italia; assunto nel 1816 da Francesco I fra gli ordini equestri del Regno d'Austria, si estinse con la caduta di questo. Parimenti estintosi con la scomparsa della monarchia in Italia è l'ordine della Corona d'Italia, fondato nel 1868 da Vittorio Emanuele II.

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