dòse (farmacologia)

Indice

quantità di medicamento che viene somministrata nell'ambito di un razionale disegno terapeutico. Nello studio sperimentale dei nuovi farmaci ha grande importanza il calcolo della dose efficace e della dose letale, espresse statisticamente come dose efficace 50, o DE50, e dose letale 50, o DL50. Tali parametri, che si riferiscono alla dose attiva sul 50% dei soggetti trattati, permettono infatti di calcolare il margine terapeutico (MT) del farmaco, cioè l'intervallo che intercorre tra dosi terapeuticamente utili e dosi tossiche:

(in grammi, milligrammi, ecc.). Quanto più elevato è tale indice, tanto meno pericoloso sarà l'impiego del farmaco in condizioni standard, e con esclusivo riferimento a possibili incidenti tossici di natura letale. In realtà la dose abituale di un medicamento varia considerevolmente in rapporto all'età, al sesso, allo stato fisiologico e patologico del soggetto. Spesso la terapia medicamentosa viene intrapresa con una dose iniziale piuttosto elevata di farmaco (dose d'attacco) e proseguita con dosi di mantenimento più basse ma sufficienti a mantenere il paziente sotto adeguato controllo terapeutico. La dose urto o massiva indica una forte quantità di medicamento somministrato in un'unica volta allo scopo di ottenere effetti immediati e rilevanti, non producibili con un regime terapeutico ordinario. La dose curativa è la dose sufficiente a determinare la guarigione; la dose di mantenimento rappresenta la quantità in grado di mantenere l'azione del farmaco ai livelli raggiunti precedentemente con dosaggi maggiori; la dose tollerabile è la quantità più elevata di un agente, che può essere somministrata senza provocare danni; la dose tossica costituisce la quantità di un agente tale da determinare tossicità.

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