lipòtropo

agg. [lipo-+-tropo]. Fattore lipotropo, sostanza capace di prevenire l'accumulo di lipidi nel fegato e di favorire il loro allontanamento. Le sostanze lipotrope, largamente usate in medicina, si dividono in vari gruppi, in base al loro meccanismo d'azione. Il gruppo principale comprende la colina, la colammina, l'inositolo, alcune vitamine del complesso B, e in particolare la vitamina B₂, composti che influenzano il metabolismo lipidicoepatico, facilitando il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla periferia. Una seconda categoria di fattori lipotropi comprende la metionina, la betaina, la carnitina, le metil-xantine (caffeina, teobromina, teofillina), la vitamina B₁₂, sostanze che attivano i processi di trans-metilazione, favorendo la sintesi della colina. Vi sono infine composti come la cisteina, l'omocisteina e l'acido tioctico che, come la metionina, sono portatori di gruppi sulfidrilici (–SH–) nella loro molecola, e che possono sostituire la metionina in varie funzioni biochimiche, risparmiandola per i processi di trans-metilazione. L'azione di tutti i fattori lipotropi richiede l'integrità funzionale del pancreas, svolgendosi in concorso con l'azione del lipocaic. Oltre che sul fegato, i lipotropi agiscono in senso antisteatosico anche su altri organi che possono andare incontro all'infiltrazione grassa (rene, cuore, intestino, pareti dei vasi).

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