detonazióne

sf. [sec. XIX; da detonare]. Tipo di esplosione nella quale l'onda esplosiva si propaga ad altissima velocità, dell'ordine di alcune migliaia di m/s. La velocità di detonazione è indice del potere dirompente dell'esplosivo e dipende non solo dalla composizione chimica di questo, ma anche da altri fattori quali la densità di caricamento, la granulometria della polvere esplosiva, la compattezza del materiale da far esplodere, ecc. § Nei motori a scoppio, fenomeno per il quale la miscela aria-benzina, anziché bruciare iniziando da un punto (dalla zona intorno alla candela, nei motori a ciclo Otto), si accende, scoppiando, in molti punti della camera di combustione. Il fenomeno, se avviene in misura controllata (come di solito nei motori a ciclo Diesel) non provoca danni; nei motori a ciclo Otto è invece dannoso per i contraccolpi che subiscono valvole e stantuffo. In genere, la detonazione è conseguente a scorretta messa in fase del motore, alla formazione di punti caldi nella camera di combustione, con conseguente autoaccensione della miscela, e a cattive caratteristiche della benzina (per la limitazione del potere detonante di quest'ultima, vedi antidetonante).

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