pangènesi

sf. [sec. XIX; pan-+genesi]. Teoria elaborata da C. Darwin per spiegare l'ereditarietà dei caratteri acquisiti e presentata come “ipotesi provvisoria” in appendice all'opera Variations of Animals and Plants under Domestication (1868; La variazione degli animali e delle piante allo stato domestico). Secondo tale teoria ogni cellula o unità del corpo emetterebbe dei minuti granuli (gemmule) che, messi in circolazione nell'organismo, si moltiplicherebbero accumulandosi particolarmente negli organi riproduttori. Nel corso dei fenomeni riproduttivi o rigenerativi, le gemmule rientrerebbero in seno alle cellule neoformate, imprimendo a esse le proprietà e caratteristiche di cui sono veicolo. In tal modo, le parti del corpo che si modificano durante la vita dell'individuo trasmetterebbero alla discendenza i caratteri modificati. Sulla base della pangenesi Darwin cercò anche d'interpretare la riproduzione agamica, la rigenerazione, la produzione di mostri, ecc. Per cinquant'anni la teoria della pangenesi fu alla ribalta di tutte le controversie e non mancò d'essere discussa in ogni introduzione al problema dell'ereditarietà.

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