psicològico

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Lessico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XIX; da psicologia]. Proprio della psicologia; che ha per oggetto i processi e le manifestazioni della psiche: indagine psicologica sulla criminalità; una precisa descrizione psicologica; romanzo psicologico, che sviluppa ampiamente la descrizione degli stati d'animo dei personaggi.

Militaria

Prende il nome di guerra psicologica l'impiego pianificato e coordinato, da parte dell'autorità politica e dei comandanti militari, della propaganda e della contropropaganda per influenzare le opinioni e di conseguenza il comportamento di aggruppamenti nemici, neutrali o amici, allo scopo di concorrere al successo delle operazioni belliche. Le operazioni di guerra psicologica possono essere strategiche, tattiche, di consolidamento. Le operazioni strategiche sono dirette ai Paesi nemici e intese a deprimerne il morale per il raggiungimento di obiettivi politici o strategici; le operazioni tattiche sono effettuate contro forze nemiche sul campo di battaglia per deprimerne il morale e allo scopo di raggiungere obiettivi limitati; le operazioni di consolidamento sono dirette alle popolazioni di territori nemici o neutrali occupati dalle proprie truppe e intese a evitare manifestazioni di panico o di ostilità, e anzi, a promuovere la collaborazione delle popolazioni occupate al ristabilimento dell'ordine. Tra le più importanti operazioni di guerra psicologica moderna possono essere ricordate il raid su Vienna (9 agosto 1918) di undici velivoli italiani guidati da G. D'Annunzio che gettarono volantini invitanti alla resa e, durante la seconda guerra mondiale, le trasmissioni radio da Londra del colonnello Stevens dirette agli Italiani e quelle di Rosa di Tōkyō dirette ai militari statunitensi nel Pacifico.

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