ringhièra

Indice

sf. [sec. XVI; da (a)ringo].

1) Anticamente, tribuna da cui si arringava il pubblico.

2) Parapetto di metallo o di legno per riparo di scale, terrazze, balconi, ecc. § Al suo carattere primario di funzionalità, la ringhiera ha spesso associato requisiti estetici, armonizzandosi con l'ambiente circostante. I motivi decorativi, non dissimili da quelli di balaustre, grate e cancellate, variano secondo le epoche e i materiali usati (legno, metallo, marmo). Fin dai tempi più antichi furono diffuse le ringhiere in legno, che caratterizzano tuttora l'architettura rustica e quella montana. Esse vennero via via sostituite, nel corso del sec. XV, da quelle in ferro battuto (talora con parti di bronzo o di ottone), che nei secoli seguenti conobbero un grande sviluppo, uniforme agli stili architettonici, trionfando soprattutto con il barocco (fatta eccezione per l'Italia che al ferro preferì il marmo o la pietra) e con il rococò. Con l'avvento del gusto neoclassico l'arte del ferro battuto subì una lunga fase di decadenza, tornando in auge verso la fine dell'Ottocento, il “grande secolo del ferro”, nelle espressioni dell'Art Nouveau, a opera di architetti quali V. Horta, H. Guimard, O. Wagner, H. van de Velde. Nel nostro tempo la gamma dei materiali impiegati è stata ampliata con l'introduzione di leghe di alluminio, vetro, ecc., ciò che ha determinato nuove elaborazioni formali.

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