Lessico

sf. [sec. XIV; latino talpa].

1) Genere (Talpa) di Insettivori Soricomorfi della famiglia dei Talpidi comprendente 5 specie d'Europa e d'Asia, di aspetto e genere di vita assai simili, improntati a un elevato adattamento alla vita sotterranea. La pelle della talpa, color grigio-bruno all'origine, ma anche tinta in vari colori, è usata fin dall'inizio del sec. XX per confezionare cappotti, colli, paramani. Poco resistente, è però morbida al tatto, leggera, con pelo corto, fitto e lucente.

2) Fig., persona che vive rintanata in casa. Nelle loc. essere cieco come una talpa o essere una talpa, essere molto miope o, fig., di individuo che capisce a fatica e molto lentamente.

3) In funzione di agg., color talpa, grigio scuro, quasi nero; in particolare, aratro talpa, lo stesso che aratro fognatore.

Zoologia

La specie più diffusa è la talpa europea (Talpa europaea), eurasiatica, presente in Italia settentrionale e centrale insieme con la talpa cieca (Talpa caeca); nell'Italia centromeridionale esiste anche la talpa romana (Talpa romana). La talpa dal muso stellato è detta anche condilura, mentre la talpa toporagno è anche detta Uropsilus. Le varie specie hanno lunghezza in media di 12-16 cm e peso sino a 130 g; hanno corpo tozzo, subcilindrico e coda lunga solo 2-4 cm; il muso è appuntito con occhi piccolissimi nascosti nel pelo; sono assenti i padiglioni auricolari; gli arti anteriori sono molto sviluppati, con formidabili unghioni, atti allo scavo, e palme rivolte all'esterno. Tutto lo scheletro dell'arto anteriore e il cinto scapolare sono trasformati per l'adattamento allo scavo. La pelliccia, vellutata, è di color nero con riflessi bruni, grigi o azzurrognoli, talora con macchie chiare. I peli sono caratteristicamente assottigliati alla base, in modo da potersi orientare indifferentemente indifferentemente in ogni direzione, facilitando così gli spostamenti in avanti e all'indietro all'interno dei cunicoli.

Etologia

Le talpe passano la maggior parte della loro esistenza sotto terra, dove scavano complicate gallerie, alcune a carattere permanente, altre temporaneo, costituenti il territorio di caccia. In posizione più o meno interna al sistema di gallerie esiste un rifugio da cui si dipartono molti cunicoli, che serve quale camera di riposo e di riproduzione. La talpa scava con i robustissimi arti anteriori e nei cunicoli si sposta con gran velocità; è in grado di nuotare e all'occorrenza anche di arrampicarsi. È attiva sia di giorno sia di notte e nella caccia è guidata dal tatto e dall'olfatto, molto sensibili: le prede sono insetti, loro larve, miriapodicrostacei, molluschi, lombrichi, ecc. Le talpe frequentano soprattutto terreni umidi e mossi, più atti allo scavo: sulle Alpi arrivano a 2000 m di altezza. Danno alla luce 2-7 piccoli in estate, dopo 4-6 settimane di gestazione. Per l'economia umana possono essere talvolta utili, in quanto eliminano una grande quantità di insetti dannosi all'agricoltura, ma poiché distruggono anche i lombrichi, a loro volta utili, e danneggiano con i loro scavi le radici delle piante, nutrendosi all'occorrenza di bulbi e radici, sono a volte indesiderati inquilini delle coltivazioni, specie quelle erbacee e ortive.

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