tòga

sf. [sec. XIV; dal latino toga, dalla radice di tegĕre, coprire]. Sopravveste maschile degli antichi Romani. Di probabile origine etrusca, la toga si diffuse a Roma, tanto da divenire l'indumento nazionale, riservato ai liberi cittadini. All'inizio solo di lana bianca avorio, fu in età tarda anche di lino o seta con ricami e ornamenti colorati. Come si può dedurre dalla statuaria classica, la forma della toga doveva essere semicircolare o ellittica, di misure prima ridotte e poi sempre più ampie (ca. 3,5 per 5,5 m); si drappeggiava intorno al corpo passando un lembo sopra la spalla sinistra, intorno al dorso, sotto l'ascella destra, sul petto e di nuovo sulla spalla sinistra da dove ricadeva sul dietro. Veniva indossata sopra la tunica per le apparizioni in pubblico, secondo rigide norme. La toga candida era riservata agli aspiranti alle cariche pubbliche (candidati), la toga pretesta (caratterizzata da una striscia di porpora) ai sacerdoti, ai dignitari, ai giovani fino al 16º anno d'età; la toga pura o virile veniva indossata al 17º anno, quella pulla o atra, di colore scuro, nei giorni di lutto. Scomparsa la toga dal costume nell'alto Medioevo per la sua scomodità, ricomparve con lo stesso nome nel sec. XIV un'ampia sopravveste, aperta sul davanti, munita di larghe maniche, riservata ai nobili, ai medici, avvocati e magistrati, e che molto somiglia alla toga ancora indossata da avvocati, magistrati e professori universitari durante l'espletamento delle loro funzioni.

Quiz

Mettiti alla prova!

Testa la tua conoscenza e quella dei tuoi amici.

Fai il quiz ora