Definizione

. inv. [sec. XIX; dall'inglese tram (-car), vettura a rotaie]. Veicolo adatto alla marcia su rotaie, adibito al trasporto pubblico di persone, in prevalenza entro l'ambito urbano.

Storia

La prima tranvia fu realizzata a New York, nel 1842, dal francese Loubat: si trattava di una linea a binario ferroviario unico servita da carrozze con cassa di legno trainate da cavalli; il binario era posto nel centro della strada e ciò creava inconvenienti sia al traffico sia alle stesse vetture tranviarie. Lo stesso Loubat ideò rotaie provviste di una stretta scanalatura, nella quale scorreva il bordino delle ruote delle vetture, che incassò nella pavimentazione stradale. In seguito vennero sperimentati piccoli convogli trainati da una motrice a vapore, che consentirono l'estendersi della rete tranviaria alla periferia urbana e la creazione di tranvie extraurbane. La diffusione delle reti elettriche ad alta tensione favorì, dopo il 1880, l'adozione della trazione elettrica: il primo servizio regolare fra Gross e Lichterfelde, alla periferia di Berlino, fu istituito nel 1881.

Tecnica

Le vetture tramviarie sono generalmente tutte motrici, ma nelle linee extraurbane si adottano convogli formati da due motrici (di testa e di coda) con interposte vetture rimorchiate; ciascuna vettura è costituita da una cassa rastremata alle estremità, formata da pannelli di laminato metallico saldati a un telaio a traliccio i cui longheroni e traverse supportano coppie di carrelli-motore (tre carrelli nei tram snodati); il pianale interno, debitamente isolato, sorregge i sedili ed è largo abbastanza da poter ospitare un numero di passeggeri in piedi superiore a quelli seduti; le portiere per la salita e la discesa, a chiusura automatica a libro, sono poste solo su di una fiancata, alle due estremità e, se la vettura è lunga, anche nel centro. I motori di trazione, sospesi ai carrelli del tipo a quattro ruote elastiche, sono generalmente a collettore eccitato in serie, raffreddato per autoventilazione e ad avviamento automatico, che consentono accelerazioni variabili grazie alla normale transizione serie-parallelo e successivo indebolimento di campo a uno o più gradini, nonché un buono spunto alla partenza e la frenatura elettrica; l'azionamento del motore viene attuato manualmente, attraverso la cassa di manovra, mediante commutatore-regolatore (controller); la frenatura viene realizzata con pattini e freni a disco comandati elettricamente attraverso la cassa di manovra; da questa si aziona anche l'elettrocompressore per l'apertura-chiusura pneumatica delle portiere. I motori sono alimentati da una linea monofilare, a corrente continua, a sospensione semplice; le linee di contatto vengono a loro volta alimentate in più punti della rete urbana, dove sono installati sezionatori di tipo rigido che permettono di suddividere la rete in sezioni isolate fra loro, in modo da consentire interventi di soccorso senza doverla disattivare in caso di guasti o di incidenti lungo un qualsiasi percorso; la presa di corrente tradizionale è del tipo con trolleya rotella ma sono sempre più usati i trolley a ginocchio con strisciante; tipici delle linee aeree tramviarie, conseguenti le molteplici intersezioni di binario, sono gli “scambi aerei”, che sono del tipo a piastra, nel caso di trolley a rotella, e a spazio d'aria, nel caso di trolley a strisciante. Gli scambi lungo i binari sono tutti ad ago incernierato, a comando elettrico, azionato direttamente dal manovratore mediante il controller di marcia; ciascuno scambio è alimentato da un proprio circuito elettrico nel quale è inserito un tratto isolato della linea di contatto aerea; poiché nella cassa di manovra della vettura è posto un elettromagnete che attrae o respinge l'asta del solenoide, a seconda del senso della corrente che circola nell'avvolgimento induttore, quando il manovratore deve azionare lo scambio fa assorbire, mediante spostamento del controller, corrente dall'equipaggiamento motore. La corrente circola anche nella bobina dell'elettromagnete che provoca il movimento dell'asta e quindi, di conseguenza, lo spostamento degli aghi dello scambio; invece, se lo scambio non deve essere azionato, la vettura deve oltrepassare il tratto isolato della linea di contatto aerea senza far assorbire corrente dall'equipaggiamento motore, cosa che si ottiene tenendo il controller in posizione zero; l'automaticità e la relativa rapidità della manovra consente alle vetture tramviarie di circolare anche in presenza di traffico stradale libero. Rispetto ad altri mezzi di trasporto pubblico, il tram è più economico del filobus, anche se meno versatile, soprattutto quando può circolare in sede propria dove la velocità commerciale supera i 20 km/h in città; meno versatile dell'autobus è però molto meno inquinante, mentre il costo di installazione di una linea è piuttosto elevato. Quando la marcia di un tram si svolge in circolazione libera la velocità commerciale scende sotto gli 8-10 km/h, facendo così salire i costi d'esercizio e riducendo l'efficienza del servizio: tutto ciò nonostante si sia abbassata l'incidenza del costo del personale viaggiante grazie all'adozione dell'agente unico (il solo manovratore) e favorito l'uso del tram grazie al sistema tariffario orario; un rilancio del tram può essere ottenuto sia moltiplicando le sedi proprie o protette di questi mezzi, sia trasformandoli, dove è possibile, in veri e propri sistemi di metropolitane leggere più o meno automatizzati.

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